Med: ambasciatore Marocco, difficoltà classi dirigenti con minoranze

Parlamentare tunisina, crisi economica avvicina i giovani a Isis

01 aprile, 23:46

(ANSAmed) - TRENTO, 1 APR - L'assenza di una classe dirigente che sappia gestire le minoranze etniche e religiose è una delle cause principali del crollo dei Paesi del Nord Africa. Ne è convinto l'ambasciatore del Marocco in Italia Hassan Abouyoub. D'altra parte è proprio la forte crisi economica della Tunisia, secondo la parlamentare tunisina Imen Ben Mohamed, a favorire il forte reclutamento dei giovani da parte delle frange estreme del terrorismo, tra cui l'Is.

L'occasione per parlarne il convegno 'Sponda sud, nuove prospettive per il Mediterraneo', svoltosi a Trento su iniziativa dell'associazione Rondine Cittadella della Pace, in collaborazione con il Centro per la formazione alla solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento.

"Nessun Paese - ha sottolineato l'ambasciatore di Rabat - è riuscito a gestire le minoranze religiose e culturali, anche se qui in Trentino e in Alto Adige troviamo un modello egregio di integrazione delle minoranze culturali". Tuttavia, ha proseguito, "al di là dell'assenza di visione bisogna affrontare anche la crisi economica: sono stimati in 400 milioni i disoccupati per i prossimi 15 anni nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, ma nessuno ha affrontato questa questione e la Lega araba non esiste".

"L'Unione europea - ha sottolineato Imen Ben Mohamed, un altro membro del Parlamento tunisino - deve sentire che il Mediterraneo è l'Europa, deve considerare che l'Europa è il Mediterraneo. Solo così si possono ridurre i conflitti interculturali e religiosi e rafforzare il processo di sviluppo economico nei Paesi della 'Primavera araba'. Senza il completamento dello sviluppo economico non si sgonfierà la rabbia sociale dei giovani tunisini, che in grande numero si arruolano a gruppi estremisti come l'Is".

Sull'importanza strategica di una cooperazione tra i Paesi a nord e a sud del Mediterraneo si è incentrato in parte anche l'intervento di Alaeddin Tantush, responsabile dell'Ong 'One Libia', partecipante al progetto 'Sponda sud', sottolineando che oggi un intervento bellico da parte della comunità occidentale "potrebbe peggiorare le cose". (ANSAmed).

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