Nuova Costituzione, la Tunisia diventa repubblica presidenziale

Verrà sottoposta a referendum il 25 luglio, senza quorum

01 luglio, 17:49

TUNISI - Va nella direzione di un marcato presidenzialismo la nuova Costituzione tunisina, conferendo ampi poteri al Capo dello Stato e segnando una rottura radicale con il sistema parlamentare in vigore. Appena pubblicata in gazzetta ufficiale, la nuova Carta, composta di un preambolo e 142 articoli divisi in 10 capitoli, sarà sottoposta a referendum il 25 luglio prossimo, a un anno esatto dall'instaurazione delle misure eccezionali del presidente Kais Saied.

Il testo conferma dunque l'impianto di un regime presidenziale, prevedendo che il "Presidente della Repubblica eserciti il "potere esecutivo, assistito da un governo guidato da un capo di governo" da lui designato. Questo governo non sarà presentato al Parlamento per acquisire la fiducia. Il presidente, recita il testo, godrà inoltre di vaste prerogative: è il comandante supremo delle forze armate, definisce la politica generale dello Stato e ratifica le leggi. Può altresì sottoporre testi legislativi al Parlamento, «che deve esaminarli 'in via prioritaria'.

Il testo, oltre a ridurre notevolmente il ruolo e il potere del Parlamento, prevede anche l'istituzione di una seconda camera, «il Consiglio nazionale regionale e territoriale", introducendo il concetto di rappresentatività diretta delle basi, caro a Saied. Viene introdotto per i parlamentare il divieto di cambio di gruppo parlamentare. Scompare invece dall'art. 1 il riferimento all'Islam quale "religione di stato", ma all'art. 5 si legge che "la Tunisia fa parte della Umma-nazione islamica e lo Stato da solo deve lavorare per raggiungere gli obiettivi dell'Islam nel preservare la vita, l'onore, il denaro, la religione e la libertà". Il presidente della Repubblica inoltre dovrà essere di religione musulmana, non potrà essere binazionale e non potrà essere eletto più. di due volte. Il nuovo testo garantisce "diritti e libertà individuali e pubblici" e afferma che uomini e donne sono "uguali nei diritti e nei doveri" e sancisce anche il diritto di "riunione pacifica e la manifestazione sono garantite". Scompare il diritto di sciopero per i magistrati, il potere giudiziario viene definito "funzione". Viene istituita altresì la Corte Costituzionale, formata da 9 alti magistrati. La nuova Costituzione sostituirà quella del 2014 che aveva istituito un sistema ibrido anche se fonte di ricorrenti conflitti tra il potere esecutivo e quello legislativo. L'opposizione e le organizzazioni per i diritti umani accusano Saied di aver voluto far passare un testo su misura per lui. "Questa riforma costituzionale mira a codificare l'autoritarismo che esiste già da un anno", ha affermato Saïd Benarbia, direttore del programma della Commissione Internazionale di Giuristi ICJ per il Nord Africa e il Medio Oriente. Per Benarbia il testo istituisce "un sistema presidenziale senza pesi e contrappesi con un presidente onnipotente, un parlamento impotente e una giustizia inoffensiva".

Il referendum inoltre non prevede al momento un quorum e non contempla il caso in cui la maggior parte degli elettori dovesse votare no al testo proposto. L'art. 139 prevede infatti che la "Costituzione entrerà in vigore a seguito della dichiarazione dei risultati definitivi da parte della commissione elettorale".

Secondo Benarbia, i "redattori non prevedono nemmeno la possibilità che la bozza venga respinta dal popolo tunisino".

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