Reddito cittadinanza a camorristi, sequestri per oltre 1mln

Perquisizioni Gdf tra Napoli e provincia

Non ne avevano alcun diritto, visto che erano stati tutti condannati per associazione mafiosa, ma nonostante questo percepivano il reddito di cittadinanza. Oltre 100 le perquisizioni tra Napoli e provincia e sequestri per più di un milione di euro. "Non si tratta dei furbetti del reddito di cittadinanza - mette subito in chiaro il generale Gabriele Failla, comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli - ma di soggetti condannati per gravi delitti di associazione mafiosa che hanno commesso illeciti presentando autocertificazioni false per ottenere indebitamente i benefici".

Un intervento che ha coinvolto quattro Procure - Napoli, Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata - con un fitto scambio di informazioni tra l'Inps e la Guardia di Finanza. Sono stati gli uomini del Comando provinciale di Napoli ad eseguire le 120 perquisizioni nei confronti dei camorristi e il sequestro preventivo delle somme ricevute dagli indagati nonché delle carte prepagate, utilizzate per l'erogazione del beneficio. L'attività investigativa è stata effettuata dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Napoli e del Gruppo di Torre Annunziata, mediante un'accurata analisi orientata a verificare i requisiti per la legittima percezione del beneficio. È stato così possibile individuare centinaia di domande presentate dai soggetti residenti nella provincia di Napoli nonostante la sussistenza di "cause impeditive".


Ammonta a 1.180.000 di euro il valore dei sequestri che la Guardia di Finanza sta eseguendo e sono 120 le perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati disposte nell'ambito di una attività investigativa coordinata da quattro Procure (Napoli, Napoli Nord, Torre Annunziata e Nola) che ha visto l'impiego dei finanzieri dei nuclei di polizia economico finanziaria di Napoli e Torre Annunziata. La Guardia di Finanza ha sequestrato le disponibilità finanziarie dei 120 indagati condannati nell'ultimo decennio per associazione mafiosa (molti ancora in carcere), trovate sia sui conti correnti a loro riconducibili, sia presso le rispettive abitazioni, che si trovano in diverse zone del capoluogo partenopeo (Scampia, Secondigliano, Barra, Ponticelli e Chiaiano), nonché in altre città della provincia di Napoli tra cui Ercolano, Portici, Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Casalnuovo di Napoli, Somma Vesuviana, Acerra, Pollena Trocchia, Giugliano, Casoria, Caivano, Sant'Antimo, Afragola, Marigliano e Cicciano.
   

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