Moda

Moda post Covid, qual è il futuro delle sfilate?

Fashion week e passerelle si ridimensionano, Chanel in controtendenza con 6 show l'anno

Chanel Cruise 2020 2021 foto di Julien Martinez Leclerc © Ansa
  • Patrizia Vacalebri
  • 09 giugno 2020
  • 21:04

  Dopo lo choc della pandemia la moda si sta interrogando sulla necessità di ripensare ritmi e stagioni delle sfilate. Già nelle scorse settimane, diverse griffe, stilisti e manager avevano comunicato tempi e modalità delle loro prossime presentazioni. Ma alcuni, come Chanel non vogliono rinunciare a sei defilé annui. Il primo a fare i conti con la cruda realtà del cambiamento imposto dal distanziamento sociale, e quindi all'impossibilità di organizzare sfilate con il pubblico, è stato Giorgio Armani, che saggiamente è stato trai primi a presentare le sue collezioni a Milano "a porte chiuse", e a rimandare la sua Cruise che doveva sfilare a Dubai ad aprile, al prossimo novembre. Re Giorgio ha poi fatto sapere che preferisce maggiore dilatazione dei tempi e del numero delle sue collezioni annue. Anche Alessandro Michele per Gucci ha tratto le stesse conclusioni: "Ci incontreremo solo due volte l'anno per condividere i capitoli di una nuova storia. Si tratterà di capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi. Saranno scritti mescolando le regole e i generi. Si nutriranno di nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme comunicative". Così lo stilista su Instagram.

    Valentino ha fatto sapere invece che sfilerà a settembre con il pret a porter 2021, ma salterà l'uomo a Parigi in digitale, mentre a luglio sarà presentata l'haute couture. Poi se saranno defilé veri o in digitale si vedrà. Intanto Pitti Immagine ha rimandato i salone 'fisici' per l'uomo e per il bimbo a gennaio. Mentre Milano, Parigi e Londra hanno annunciato le fashion week online, quest'ultima comincia il 12 giugno e manda in pedana uomoe donna assime. E' notizia di ieri che la settimana della moda tedesca lascerà Berlino e si trasferirà a Francoforte a partire dall'estate 2021, come ha voluto Premium Group che dal 2007 organizza due appuntamenti l'anno, in estate e in inverno, e che a gennaio aveva portato a Berlino 70.000 visitatori. Ma anche qui "La Fashion week e il suo format dovranno essere ripensati" ha fatto sapere la responsabile del Premium Group Anita Tillmann. La presentazione del nuovo piano sarà in autunno.

    Nessuna rinuncia al numero dei suoi defilè annui per la maison Chanel, che ieri ha presentato in streaming il video della sua nuova collezione Cruise. Ha confermato la sua agenda canonica, comprensiva di sei sfilate l'anno tra pret-à-porter, pre-collezioni e couture. "Non so se il numero giusto sia due o sei, dipende. Siamo in vantaggio nel calcolo del nostro impatto ambientale, e di volta in volta stiamo facendo progressi nel nostro approccio. Crediamo sia importante fare le sfilate, abbiamo ancora bisogno di avere la libertà creativa per esprimerci in ogni momento" ha detto il presidente di Chanel Bruno Pavlovski. Va ricordato che Chanel è stato tra le prime maison a credere nelle sfilate delle pre-collezioni, iniziando con le cruise 20 anni fa. "Il défilé rappresenta - continua Pavlovski - l'inizio della storia. Il ritmo è scandito dall'abilità nel consegnare merce nuova nelle boutique ogni due mesi e siamo a nostro agio con questo cadenza. Ogni collezione è piuttosto veloce e focalizzata su un argomento, questo tipo di storytelling viene sviluppato sei volte l'anno". Insomma per Chanel il lusso è sinonimo di fast fashion. Pavlovski conferma la presenza di Chanel alla Paris fashion week. La collezione Cruise 2021 si sarebbe dovuta svolgere il 7 maggio scorso a Capri, ma l'appuntamento è stato annullato a causa della pandemia. Ma la maison e la sua direttrice creativa Virginie Viard erano al lavoro per la collezione da mesi. Quindi la sfilata che ha avuto molti consensi sui social e poche critiche è stata presentata in video. "Inizialmente avevo in mente Capri, dove lo spettacolo doveva svolgersi, ma alla fine non è successo a causa del blocco. Quindi abbiamo dovuto adattarci: non solo abbiamo deciso di utilizzare tessuti che lo avevamo già fatto, ma la collezione, più in generale, si è evoluta verso un viaggio nel Mediterraneo. Le isole, il profumo dell'eucalipto, le sfumature rosa della buganville. E un' allure libera e rilassata ispirata alle leggendarie attrici degli anni '60, quando andavano in vacanza sulla Costa Azzurra e in Francia".

  • Patrizia Vacalebri
  • 09 giugno 2020
  • 21:04

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