Covid: studio, deceduto 36% positivi affetti tumori sangue

Per i guariti negativizzazione più lenta

Redazione ANSA FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 21 GIU - Il 18% dei pazienti affetti da tumori del sangue che hanno contratto il Covid è stato ricoverato in terapia intensiva e il 36% è morto. È quanto emerge da uno studio condotto dall'Italian hematology alliance on Covid-19, presentato in occasione delle giornate dell'ematologia e dell'oncoematologia organizzate da Koncept e Ail Firenze.
    "Per i pazienti con neoplasie ematologiche - spiega il professor Vannucchi, del Centro ricerca e innovazione delle malattie mieloproliferative dell'Aou di Careggi - il rischio di essere affetto da Covid è stato 2,2 volte superiore rispetto ai pazienti di controllo, ma di 12 volte di più per chi aveva ricevuto una diagnosi da meno 12 mesi. Questo significa che il momento più difficile è il momento iniziale quando ci sono la diagnosi e le prime terapie". "Tra i due picchi di pandemia - prosegue Vannucchi - la mortalità si è ridotta, quindi la gestione dei pazienti è migliorata ed è stato aggiustato il tiro della terapia intensiva". Dallo studio, afferma sempre Vannucchi, emerge anche che per i pazienti "la negativizzazione del virus è più lenta a causa della immunodepressione di base e anche lo sviluppo di anticorpi è risultato più lento". Però i vaccini risultano efficaci, pur in misura diversa. "Un certo grado di immunità - precisa - è stato sviluppato dalla stragrande maggioranza di pazienti vaccinati, quelli con una risposta alta sono inferiori rispetto alla popolazione normale ma viene sviluppata una risposta immunitaria e questo è un risultato importante per procedere con estrema convinzione nella via della vaccinazione". (ANSA).
   

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