Assocarni-Uniceb, il meat naming è una frode per consumatore

Prodotti con minor valore nutrizionale e ultraprocessati

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Il consumatore italiano dimostra di non gradire i prodotti spacciati come carne ma in realtà fatti mediamente di tanti ingredienti chimici e vegetali ultraprocessati. Ad affermarlo sono Assocarni e Uniceb, associazioni che rappresentano la filiera italiana delle carni rispondendo alle dichiarazioni di Salvatore Castiglione, responsabile Qualità e sicurezza Danone e Presidente del Gruppo Prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food, sulla crescita della fake meat e di prodotti analoghi a base vegetale. Le due associazioni sottolineano che la crescita, a parere loto, "è in realtà solo apparente in quanto tali prodotti, pur trovando spazio negli scaffali grazie a cospicui investimenti, girano poco perché il consumatore assaggiandoli tende poi a non ricomprarli". Nel particolare Carlo Siciliani, presidente Uniceb, "ritiene che il settore dei prodotti di origine vegetale dovrebbe essere più creativo". Sostiene che "queste aziende dovrebbero lavorare su nuovi concetti di marketing, per ottenere il riconoscimento dei consumatori e risolvere il paradosso fondamentale dell'industria delle imitazioni vegetali". Siciliani sottolinea inoltre che "un'industria che si sforza di diventare di tendenza non ha bisogno di costruire il proprio successo servendosi di un marketing incentrato su prodotti pre-esistenti e sulla lotta a questi ultimi". Luigi Scordamaglia presidente Assocarni ribadisce invece che "il meat naming rappresenta una vera e propria frode per il consumatore in quanto lo induce a credere di acquistare un prodotto ad alto valore nutrizionale con le proteine nobili della carne per trovarsi poi in mano un prodotto in cui spesso l'unica componente è l'acqua o vegetali ultraprocessati che di naturale non hanno più niente". (ANSA).
   

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