Piano malati cronici, dopo 5 anni in molte regioni inattuato

Aceti (SalutEquità), va aggiornato e finanziato con risorse

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Nel 2020, i ricoveri per la gestione di paziento con malattie croniche, come insufficienza renale, psicosi e demenza, hanno visto una forte diminuzione. Mentre "le visite per impostare un piano diagnostico terapeutico si sono ridotte di quasi un terzo", con picchi di contrazioni del 65% Basilicata, 53% in Valle d'Aosta, 50% nelle Marche. Ma "a pesare sulla presa in carico delle persone con cronicità c'è anche la mancata attuazione, in molte Regioni, del Piano Nazionale della Cronicità approvato ormai quasi 5 anni fa". A spiegarlo è stato Tonino Aceti, presidente di Salutequità, durante l'audizione presso l'Intergruppo parlamentare sulle Cronicità.
    Tra il 2010 e il 2018 ha ricordato, è aumentato il numero di persone con malattie croniche trattate in Assistenza Domiciliare Integrata ma si sono ridotte le ore destinate a ciascuno, a causa del blocco del turnover del personale sanitario che, sempre tra il 2010 e il 2018, ha comportato una riduzione di 42.000 unità. In questo quadro, "il Piano nazionale della Cronicità deve tornare all'ordine del giorno dei lavori sul Patto per la Salute, va finanziato con risorse vincolate e attuato realmente in tutta Italia". Ad oggi infatti è stato recepito formalmente da tutte le Regioni, ma solo poche ne hanno messo a terra le attività previste. Inoltre il Piano, "dovrebbe essere aggiornato con le innovazioni introdotte con i Decreti emergenziali per il Covid, come l'infermiere famiglia e la telemedicina". Infine, conclude Aceti, "dovrebbe riconoscere, oltre a quelle già previste, anche altre patologie croniche diffuse e invalidanti, come psoriasi, asma nell'adulto, sclerosi multipla e poliposi nasale". (ANSA).
   

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