Covid: Agenas, reparti al 15%, leggera flessione ultimi giorni

Ma 8 regioni oltre 20%. Intensive al 5% ma in Sardegna al 13%

Redazione ANSA ROMA

Nelle ultime 24 ore, in Italia, è stabile al 15% l'occupazione di posti nei reparti ospedalieri di 'area non critica' (un anno fa era al 42%) da parte di pazienti Covid. Il dato è in leggera flessione rispetto al 15,5% registrato venerdì scorso nell'ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Tuttavia, la percentuale resta al 42% in Umbria e supera la soglia del 20% in altre 7 regioni: Calabria (32%), Sicilia (26%), Basilicata (25%), Puglia e Abruzzo (22%), Marche (21%) e Sardegna (21%). E' stabile anche l'occupazione delle terapie intensive al 5% (un anno fa segnava il 39%) e solo la Sardegna (al 13%) supera la soglia di allerta del 10%. Questi i dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 10 aprile 2022.

Nel dettaglio, a livello giornaliero, l'occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di area medica (o 'non critica') da parte di pazienti con Covid-19 cala in 6 regioni o province autonome: Abruzzo (al 22%), Basilicata (25%), Lombardia (10%), Marche (21%), Molise (16%), Puglia (22%), ma cresce in 3: Lazio (18%), Sardegna (21%), Valle d'Aosta (9%). E' stabile nelle restanti 12 regioni: Calabria (32%), Campania (17%), Emilia Romagna (14%), Friuli Venezia Giulia (11%), Liguria (16%), Pa di Bolzano (8%), Pa Trento (12%), Piemonte (10%), Sicilia (26%), Toscana (16%), Umbria (42%) e Veneto (10%).

Sempre a livello giornaliero, l'occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti con Covid-19 cala in Lazio (al 7%) e Umbria (7%). Cresce nella Pa Bolzano (al 3%) e Molise (8%), mentre Friuli Venezia Giulia (1%) la variazione non è disponibile. La percentuale è stabile nelle restanti 16 regioni o province autonome: Abruzzo (al 6%), Basilicata (1%), Calabria (10%), Campania (6%), Emilia Romagna (4%), Liguria (4%), Lombardia (2%), Marche (4%), Pa Trento (3%), Piemonte (3%), Puglia (8%), Sardegna (13%), Sicilia (7%), Toscana (6%), Valle d'Aosta (3%) e Veneto (3%).
   

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