Ong Usa finanzia studio italiano innovativo contro Alzheimer

Con università Padova e Ferrara. Si cerca terapia sperimentale

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 06 LUG - Studiare la neuro-infiammazione che caratterizza il morbo di Alzheimer e sviluppare un protocollo terapeutico sperimentale, vista la mancanza di un'efficace terapia per combattere questa malattia. E' l'obiettivo di un progetto di ricerca collaborativo biennale (l'unico in Italia) dell'importo di 345mila dollari proposto dai Laboratori della Prof.ssa Paola Pizzo del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Padova e del Prof. Francesco Di Virgilio dell'Università di Ferrara.
    Il progetto, finanziato dal Cure Alzheimer's Fund - una delle maggiori organizzazioni non‐profit statunitensi che finanziano le ricerche sul morbo di Alzheimer - è stato considerato molto innovativo dal Comitato Scientifico di selezione. Si propone infatti, spiega Pizzo, "di individuare dei meccanismi precoci di attivazione dell'infiammazione cerebrale che potenzia e amplifica la neurodegenerazione caratterizzante la malattia. Un ruolo importante in questo è svolto da un tipo di cellule non neuronali che rispondono ad un segnale, l'ATP extracellulare, principalmente attraverso il recettore P2X7. È stato dimostrato che nell'interstizio cerebrale infiammato sono presenti alte concentrazioni di questa molecola segnale responsabili dell'innesco di una cascata amplificativa di eventi culminanti nella morte neuronale - continua Pizzo -. Andando a modulare o a bloccare l'attività del recettore P2X7 auspichiamo di ridurre di molto tali fenomeni, preservando la funzionalità neuronale».
    La professoressa Paola Pizzo si occupa da tempo dello studio del morbo di Alzheimer, in particolare dei meccanismi cellulari alla base della neurodegenerazione nelle forme genetiche molto aggressive e precoci della patologia. Il Professor Francesco Di Virgilio è invece un leader internazionale nello studio dell'infiammazione mediata dalla molecola extracellulare ATP attraverso la sua interazione con il recettore purinergico P2X7, soprattutto in ambito oncologico e nelle malattie infiammatorie croniche.
    Molti ricercatori, si legge nella nota dell'università di Padova, sono convinti che le attuali strategie di ricerca contro l'Alzheimer non abbiano alcun futuro. Ciò ha portato alcune delle più importanti ditte farmaceutiche ad abbandonare la ricerca su questa malattia. Quindi, tutte le principali Associazioni internazionali che sostengono gli studi in questo campo sollecitano con urgenza idee che indichino nuovi approcci terapeutici. (ANSA).
   

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