Trapianti: colorante bio indica funzionalità fegato

Ricerca Università Udine pubblicata su PlosOne

Redazione ANSA UDINE

(ANSA) - UDINE, 08 SET - Uno studio pilota dell'Università di Udine sulla possibilità di utilizzare il colorante biologico verde di indocianina-Icg, innocuo per l'organismo, su donatori e riceventi nei trapianti di fegato, per valutare e monitorare la funzionalità dell'organo pre e post innesto è stato pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne. Lo rende noto l'ateneo.
    Alla base della ricerca, avviata nel 2018 e risultato del lavoro sinergico tra Dipartimento di Area Medica Uniud e Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (Centro Trapianti di Fegato, Clinica Chirurgica e Istituto di Anestesia e Rianimazione, sotto la direzione di Tiziana Bove), "vi è l'intuizione - si legge nella nota dell'ateneo - di poter utilizzare il colorante biologico verde di indocianina - ICG per monitorare la funzionalità dell'organo pre e post innesto, attraverso un unico esame non invasivo, riducendo al minimo i rischi per il paziente destinato ad accogliere il nuovo organo, favorendone una pronta e sicura ripresa e scongiurando anche le eventuali complicanze dovute ad un possibile rigetto".
    Vittorio Cherchi, della Clinica Chirurgica Asufc e co-autore dello studio ricerca, insieme a Luigi Vetrugno, ha sottolineato che "attraverso questa tecnica, già ampiamente nota eppure mai utilizzata in questo specifico ambito, riusciamo a valutare tempestivamente la condizione del fegato una volta trasferito, a capire quale sia stato l'impatto sull'organo della fase in cui è passato dal donatore al ricevente e a predirne il recupero".
    Giovanni Terrosu, direttore della Clinica chirurgica Asufc e docente di Chirurgia Generale presso il Dame, ha precisato che questa procedura "mininvasiva e a costo irrilevante ci permette di capire velocemente se l'organo innestato stia funzionando bene o meno". Secondo Umberto Baccarani, direttore del Centro Trapianti di Fegato dell'Asufc e docente di Chirurgia Generale all'ateneo di Udine, "la procedura potrebbe risultare essenziale soprattutto per definire già in via preliminare l'idoneità stessa dell'organo al trapianto". (ANSA).
   

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