Covid: medici di base, sconcertante il Lazio su Astrazeneca

No alla deregulation sulla seconda dose, si segua l'Aifa

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 17 GIU - "Quella della Regione Lazio è l'ennesima valutazione che ci sconcerta. Esiste in questo paese un sistema regolatorio che è retto dall'Aifa, o l'Aifa fa una regolazione talmente chiara che non esiste che ogni regione possa determinare valorizzazioni diverse sull'utilizzo del farmaco/vaccino, o altrimenti significa che siamo alla deregulation completa, cioè rispetto ad un farmaco ogni regione può decidere come farlo, quando farlo e attraverso quali meccanismi". Lo ha affermato Silvestro Scotti, segretario della Fimmg - Federazione italiana medici di famiglia, a 24 Mattino su Radio 24, a proposito della richiesta della Regione Lazio di lasciare libera scelta i cittadini su quale seconda dose ricevere dopo la prima di Astrazeneca sotto i 60 anni.
    "Quello che viene fuori dalla Regione Lazio sottintende un'altra verità molto comoda - ha proseguito Scotti - in tutti i casi in cui i cittadini si sono vaccinati con questi vaccini, la scelta rimane del paziente, la vaccinazione è volontaria.
    Dall'altra parte c'è bisogno di un consenso informato, quindi 'lascio la scelta al cittadino' è di fatto già così, quello che non si capisce è come sia possibile vaccinare un paziente sotto i 60 anni con AstraZeneca a fronte di un elemento regolatorio pubblicato in gazzetta ufficiale, quindi mi da l'idea che il paziente possa solo rifiutarlo, non che il paziente possa scegliere di fare diversamente". (ANSA).
   

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