Anomalie vascolari, ogni anno 3mila bimbi in cura al B.Gesù

Aggiornate linee guida, uniche esistenti in letteratura

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 13 SET - Sono 3mila i bambini di tutte le regioni italiane che ogni anno arrivano al Bambino Gesù per trovare diagnosi e cura per le anomalie vascolari. Si tratta di patologie per lo più rare, molto complesse, che coinvolgono numerosi organi e apparati e per questo necessitano di un approccio multidisciplinare. La Società italiana per lo studio delle anomalie vascolari(Sisav), il cui congresso dedicato ai tumori e alle malformazioni vascolari si è tenuto nei giorni scorsi proprio al Bambino Gesù, ha aggiornato le Linee guida elaborate nel 2015 che sono ad oggi le uniche esistenti in letteratura. La nuova versione ha ricevuto l'approvazione del Ministero della Salute. È difficile stimare quanti bambini o ragazzi in Italia siano affetti da anomalie vascolari, perché non esiste un registro nazionale, anche a causa del carattere ampio ed eterogeneo di queste patologie. Ma al Bambino Gesù funziona un Centro coordinato dall'Unità complessa di Dermatologia che raggruppa specialisti di varie discipline - dermatologi, chirurghi plastici, chirurghi vascolari, anatomo patologi, pediatri, radiologi, radiologi interventisti - con la possibilità di effettuare diagnosi presso il laboratorio di genetica. Dei circa 3 mila bambini che arrivano ogni anno, un terzo è al primo accesso. Il modello organizzativo offerto dall'ospedale (Centro di riferimento per il Lazio e membro di un network europeo specifico) con un approccio multidisciplinare e la presa in carico del bambino, mira ad offrire la cura più adeguata potendo gli specialisti discutere congiuntamente il caso. Le Linee guida aggiornate costituiscono l'unico punto di riferimento. "Sono importanti - afferma May El Hachem, responsabile di Dermatologia del Bambino Gesù e presidente Sisav - perché si tratta di malattie che non vengono studiate nel loro insieme nel corso degli studi di medicina né di specializzazione e pertanto sono oggetto di una conoscenza molto superficiale. È auspicabile che nel futuro questo argomento venga introdotto negli studi. È grave, infatti, in mancanza di un'adeguata preparazione e di centri specializzati, il disagio dei pazienti costretti a migrare da una regione all'altra per ricevere risposta alle esigenze e cure specifiche". (ANSA).
   

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