Sla: a Bergamo i 24 anni di Aisla sul territorio

Massimelli: "Fondamentale il ruolo della ricerca"

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 19 GIU - Aisla, l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, compie i suoi 24 anni di attività a Bergamo. Nella città, il Centro congressi Papa Giovanni XXIII è stato il teatro del convegno "Cure e ricerca per la Sla" promosso dalla sezione locale. I diritti delle persone con Sla e dei caregiver famigliari sono il punto d'attenzione del Global Day 2021, la Giornata mondiale, evento promosso dall'International Alliance of Als/Mnd Associations e che si celebra ogni anno il 21 giugno, proprio nel giorno del solstizio d'estate.
    "A causa dell'emergenza sanitaria chiunque, non solo chi vive la nostra malattia, ha compreso quanto sia fondamentale il ruolo della scienza, della ricerca, delle competenze e della clinica - ha dichiarato la presidente nazionale di Aisla, Fulvia Massimelli - Lo scorso marzo abbiamo iniziato la nostra resistenza proprio da Bergamo, ed è da qui che oggi ripartiamo".
    "Mi commuove ripercorrere quanto fatto in questi 24 anni da volontaria - ha commentato Anna Di Landro, referente di Aisla Bergamo - Penso ai tanti malati e familiari che ho incontrato e ai quali avrei voluto offrire risposte diverse rispetto alla possibilità di guarire o fermare la malattia. Il senso di impotenza e di dolore, a volte sembrava essere più forte di me.
    Eppure sono ancora qui e con la convinzione di andare avanti. Lo devo a mia mamma che, nonostante la Sla l'abbia portata via molto tempo fa, continua a darmi coraggio".
    Tra i presenti il neurologo Virginio Bonito, che è stato insignito di una benemerenza riconosciuta dall'associazione.
    All'incontro, è intervenuto Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici Nemo e tesoriere nazionale di Aisla, che ha voluto richiamare la responsabilità del Terzo Settore. I lavori sono proseguiti con gli interventi degli esperti nella presa in carico clinica e assistenziale: tra loro Mariano Marchesi, medico anestesista rianimatore presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo - Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII.
    A seguire, il tema della continuità di cura è stato affrontato da Marcella Vedovello, medico neurologo e Caterina Conti, medico pneumologo. Il focus sull'alleanza tra medico e paziente ed il ruolo attivo della persona che vive la malattia nel determinare le proprie scelte di cura è stato affrontato da Stefania Bastianello, responsabile tecnico di Aisla. A chiudere il tavolo dei lavori con una lecture sul ruolo della ricerca per la cura delle malattie del motoneurone è Massimiliano Filosto, direttore clinico del Centro NeMo di Brescia e docente dell'Università della stessa città. (ANSA).
   

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