Sanità: Lombardia, supplenza infermieri è solo organizzativa

(V . "Sanità: Fnomceo, no a infermieri ..." delle 15:40)

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 09 GIU - Con riferimento alla grave carenza di medici di medicina generale "è utile pensare a forme di organizzazione innovative che utilizzino personale infermieristico non certo in sostituzione dell'attività e del ruolo del medico di famiglia", ma a supporto "e sotto la responsabilità di quest'ultimo per collaborare e prendere in carico un numero maggiore di assistiti rispetto a quanto è possibile fare ora. Supplenza organizzativa, pertanto, non già professionale".
    Questo è quanto si legge in una nota della Direzione generale Welfare della Regione Lombardia, dopo le parole di ieri di Letizia Moratti. La vicepresidente lombarda, parlando del ruolo degli infermieri al convegno Sidmi, aveva dichiarato che avranno "un ruolo determinante nella nuova sanità che stiamo costruendo", anche "in tema di cure primarie, offrendo supporto e supplenza per affrontare la carenza di medici di medicina generale", per una sperimentazione "in corso presso alcune Asst e che sarà oggetto di valutazione".
    Dichiarazioni a cui erano seguite le reazioni della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e del sindacato dei medici Cimo-Fesmed che avevano criticato l'ipotesi di infermieri 'supplenti' dei medici di medicina generale.
    "Le figure professionali mediche e infermieristiche - si sottolinea ancora nella nota - hanno con tutta evidenza competenze diverse, non sovrapponibili né interscambiabili, ma sicuramente sinergiche e complementari".
    Per questo l'intenzione è quella di spingere "per una collaborazione fattiva, di équipe, fra diverse figure professionali" che, integrandosi nel rispetto delle proprie competenze, mansioni e ruoli, "assolvano all'obiettivo di assistere la persona riguardo al complesso dei suoi bisogni".
    Insomma, la Dg Welfare "ribadisce la propria volontà ad una sempre più stretta collaborazione con medici di medicina generale e professioni infermieristiche", e invita "a evitare strumentalizzazioni e false interpretazioni che poco aiutano alla risoluzione dei problemi e a fornire risposte adeguate alle reali esigenze dei cittadini". (ANSA).
   

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