Cancro ovaie, nuove prospettive cura con genomica molecolare

Studio italiano pubblicato sull'European Journal of Cancer

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 11 LUG - Un gruppo di ricercatori di Humanitas, guidato dal Maurizio D'Incalci e dal Sergio Marchini, ha scoperto che il genoma dei tumori ovarici è caratterizzato da tre diversi tipi di alterazioni strutturali che definiscono una diversa prognosi, ossia una diversa sopravvivenza delle pazienti con carcinoma ovarico al primo stadio. Questa scoperta potrebbe migliorare la diagnosi e forse la terapia di questo tumore.
    I risultati dello studio, pubblicati sull'European Journal of Cancer, sono emersi nell'ambito di uno studio sostenuto dalla Fondazione Alessandra Bono Onlus e da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro su 205 pazienti con carcinoma dell'ovaio al primo stadio grazie alla collaborazione di diversi centri clinici e di ricerca italiani. "I risultati ottenuti nello studio hanno evidenziato una caratteristica biologica importante del tumore all'ovaio: l'instabilità cromosomica. Non tutti i casi sono però uguali - spiega Maurizio D'Incalci, a capo del laboratorio di Farmacologia antitumorale di Humanitas e docente di Humanitas University -. Ci sono casi con cromosomi altamente instabili, casi con cromosomi moderatamente instabili e casi con cromosomi stabili. Questi ultimi hanno una prognosi più favorevole e hanno una bassa probabilità di dare recidive".
    Considerato ancora oggi uno dei tumori più difficili da curare tra le neoplasie ginecologiche, il cancro dell'ovaio colpisce circa 5.200 donne ogni anno solo in Italia, con 3.000 decessi solo nel 2020. Spesso la diagnosi è tardiva perché la malattia non causa sintomi specifici nelle fasi iniziali.
    (ANSA).
   

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