Vaccini: appello scienziati ed economisti per infrastruttura Ue

"La salute come bene comune e senza extra-profitti"

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 13 LUG - Scienziati, economisti e rappresentanti di organizzazioni della salute lanciano un appello a sostegno della proposta di un'infrastruttura pubblica europea di ricerca biomedica, per lo sviluppo autonomo di nuovi farmaci, vaccini, diagnostica e tecnologie medicali, sostenuta dai governi della Ue.
    L'idea è nata all'interno del Forum Disuguaglianze e Diversità, è stata poi sviluppata dall'economista Massimo Florio con un gruppo di ricerca internazionale su richiesta dello Science and Technology panel del Parlamento Europeo. E verrà illustrata e discussa presso il Parlamento Europeo il 28 settembre.
    A sostegno di questa proposta, parte oggi una lettera aperta alle Istituzioni europee e ai governi, che vede tra i promotori oltre a Florio, professore di Scienza delle Finanze dell'Università di Milano, e a Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, anche Silvio Garattini, presidente dell'Istituto "Mario Negri" e Giuseppe Remuzzi, Direttore scientifico del "Mario Negri". Tra i primi firmatari studiosi e studiose, rappresentanti di associazioni scientifiche e della cittadinanza attiva, e le ex ministre della salute Rosy Bindi e Giulia Grillo.
    Secondo i promotori dell'appello, in un momento in cui la salute di milioni di europei è ancora minacciata del Covid, va colta l'occasione per cambiare il rapporto tra salute come bene comune e profitto oligopolistico di un ristretto gruppo di multinazionali farmaceutiche.
    "Con un bilancio annuo simile a quello della Agenzia Spaziale Europea (circa 7 miliardi di euro nel 2022), ispirandosi anche all'esperienza del Cern, dell'European Molecular Biology Laboratory (Embl) e altre eccellenze scientifiche, il nuovo soggetto potrebbe nell'arco di venti anni divenire il primo centro del mondo per la ricerca biomedica intramurale, con un ampio portafoglio di progetti innovativi nei campi meno coperti dall'industria", si legge nell'appello: "Chiediamo alle istituzioni europee ed ai governi di prendere in considerazione questa proposta, di farla propria e di svilupparla con senso di urgenza". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA