Lombardia: attiva sorveglianza integrata su febbre del Nilo

Moratti, monitorare quotidianamente per giocare d'anticipo

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 18 LUG - In Lombardia è presente un'attività di sorveglianza integrata della 'West Nile Disease' (febbre del Nilo) che ha l'obiettivo di evidenziare precocemente la circolazione del virus a livello ambientale, prima della comparsa di infezione o malattia nell'uomo.
    Lo rende noto l'assessorato al Welfare dopo i primi casi registrati nella regione nel 2022. Tramite il monitoraggio vengono allertati i Dipartimenti Medici e i Centri Sangue per attivare l'attività di sorveglianza e prevenzione su forme cliniche nell'uomo e sulle donazioni di sangue e organi. "Anche se si tratta di un'attività avviata da anni, è fondamentale poter contare su unità operative che monitorano quotidianamente, e giocando d'anticipo, potenziali situazioni di criticità" sottolinea la vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti.
    "Non solo è un'attività di ricerca di alto profilo - spiega - ma si viene a concretizzare anche quello schema di collaborazione multidisciplinare e multiprofessionale che è uno dei punti qualificanti della riforma della nostra legge regionale sulla Sanità". Il virus viene trasmesso all'uomo tramite la puntura di zanzare che si sono infettate con il sangue di uccelli infetti.
    Le zanzare sono i vettori della malattia verso l'uomo e altre specie animali, come il cavallo. Questi non sono in grado di trasmettere l'infezione. Tra gli effetti dell'infezione c'è il rialzo termico ma anche forme più gravi di encefalomieliti e sintomatologie neurologiche e, in alcuni casi, la morte.
    L'attività di controllo mira a verificare la presenza del virus nel territorio attraverso una sorveglianza entomologica sulle zanzare, una sorveglianza su avifauna selvatica e sorveglianza su equidi. Queste di integrano con la sorveglianza di forme neuro-invasive nell'uomo e sui donatori.
    Il monitoraggio ha determinato una riduzione del numero degli esami di laboratorio necessari per verificare lo stato sanitario dei donatori, con un risparmio annuo di circa 1,2 milioni di euro. (ANSA).
   

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