Sanità: 'primo mattone' progetto NeMO ad Ancona

Cura malattie neuromuscolari: istituzioni, scienza, associazioni

Redazione ANSA ANCONA

(ANSA) - ANCONA, 16 LUG - L'ascolto del bisogno. Questo è lo spirito con cui oggi ad Ancona si è simbolicamente posto il 'primo mattone' della settima sede dei Centri Clinici NeMO.
    Pensato e voluto dalle associazioni dei pazienti, il network nasce in alleanza con le Istituzioni e la comunità scientifica per rispondere alla complessità dei bisogni di cura di chi vive con una malattia neuromuscolare come la SLA, la SMA e le Distrofie Muscolari. La caratteristica principale dei Centri è quella di avere in un unico reparto più di 14 specialità cliniche differenti e altamente qualificate. Dalla diagnosi e lungo tutto il percorso della malattia, NeMO Ancona diventerà il riferimento per bambini e adulti marchigiani e dei territori limitrofi. L'avvio del progetto è stato rinviato a causa della pandemia: era gennaio 2020 quando nei tempi previsti furono consegnati gli spazi al quinto piano degli Ospedali Riuniti di Ancona. Poche settimane dopo, la stop per il covid alla ristrutturazione del Centro. In questi mesi, spinti dalla volontà di essere prossimi alle famiglie più fragili, si sono rimodulate le condizioni per poter riprendere la realizzazione del progetto. NeMO si inserirà, così, nel Sistema Sanitario Regionale, esempio di sussidiarietà orizzontale, dove le istanze di chi è vicino al bisogno del paziente generano valore per l'intero sistema. "La sensibilità della Regione Marche nei confronti della presa in carico delle malattie neuromuscolari è un obiettivo ineludibile della nuova politica sanitaria. La stretta integrazione fra cura, assistenza e ricerca per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative - ha detto l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini - contribuirà, nel tempo, alla migliore qualità di vita possibile per la persona con patologia neuromuscolare, sia in età infantile/adolescenziale sia in età adulta, rallentando la progressione della malattia e prevenendo le complicanze più gravi".
    Il progetto non unisce solo le conoscenze specialistiche e multidisciplinari sulle malattie neuromuscolari, ma è luogo nel quale il concetto stesso di cura parte dai bisogni espressi da tutti i soggetti coinvolti: i pazienti e i familiari, i professionisti, gli operatori sanitari e la comunità del territorio. "Le nostre sono malattie progressive che hanno necessità di competenze e passione per essere affrontate - ha spiegato Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici Nemo -.
    L'alleanza tra istituzioni e associazioni è la risposta più efficace perché nasce da valori condivisi e dalla corresponsabilità di porre sempre la persona al centro. Questo primo mattone, infatti, porta con sé anche il messaggio di una comunità coraggiosa, quella marchigiana, che ha fortemente voluto e sostenuto il progetto".
    Attenzione agli ambienti di cura, efficienza funzionale e gestionale, integrazione dei servizi di presa in carico: queste sono la cifra di NeMO Ancona. Con i suoi 880 mq, 12 posti letto per il ricovero ordinario, 2 per i servizi di day hospital e ambulatoriali, il Centro accoglierà più di 700 pazienti ogni anno. Essere in ascolto del territorio e della comunità come metodo che traduce il bisogno in risposte condivise, proprio come è successo durante l'emergenza sanitaria. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA