ANSA-IL PUNTO/COVID: Molise,un solo caso nelle ultime 24 ore

La scorsa settimana in calo vaccinazioni

Redazione ANSA CAMPOBASSO

(ANSA) - CAMPOBASSO, 21 GIU - Il Molise conferma numeri vicino allo zero per quanto riguarda i nuovi contagi da Covid-19. Nelle ultime 24 ore si registra infatti un solo caso, un ricovero in malattie infettive, a fronte di 356 tamponi refertati, nessuno in terapia intensiva. È quanto emerge dal report diffuso in serata dall'Azienda sanitaria regionale (Asrem). Il totale degli attualmente positivi in regione è 86, 7 i ricoverati nel reparto di malattie infettive dell'ospedale 'Cardarelli' di Campobasso, uno in più rispetto a ieri, nessuno nei reparti di terapia intensiva delle strutture ospedaliere.
    Gli asintomatici a domicilio sono 78, 2.493 il totale dei soggetti in isolamento, 8.162 le visite domiciliari attualmente effettuate dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca). Nella settimana appena passata in Molise contagi quasi raddoppiati, ma resta positivo il quadro generale dell'andamento della pandemia con la terapia intensiva vuota da 20 giorni e nessun decesso da 23 giorni. I nuovi positivi sono stati 46, 26 nei sette giorni precedenti. Il rapporto tra tamponi e contagiati sale così dall'1% al 1,8%.
    Sul fronte dei vaccini, somministrazioni in calo: nella settimana appena passata inoculate 14.407 dosi contro le 18.060 dei sette giorni precedenti. La media quotidiana scende così da 2.580 a 2.058 dosi. "Sembra che i vaccini siano diventati il problema del Paese, mentre dovrebbero essere la soluzione di questa pandemia. Inevitabilmente le diverse iniziative delle singole regioni e la comunicazione lacunosa da parte delle istituzioni hanno creato in Italia una gran confusione sulla questione". È uno dei passaggi di una nota nella quale Carolina De Vincenzo, presidente della Commissione Albo medici di Campobasso, fa un'analisi sull'attuale fase della campagna vaccinale anti Covid. "Il vaccino Astrazeneca - spiega - aveva già avuto vita molto travagliata nel nostro Paese e in Europa, non solo per i noti errori della casa produttrice, ma anche per una comunicazione altalenante e contraddittoria a livello istituzionale e tecnico-scientifico. L'errore fondamentale è stato non dichiarare che tutti i vaccini venivano approvati in emergenza, per la grave epidemia in corso, e quindi ne sarebbero potute cambiare alcune indicazioni, man mano che venissero acquisiti nuovi dati. Non si sarebbero poi dovuti somministrare vaccini a vettore virale ai giovani, disponendo dell'alternativa di quelli a mRNA, perché le indicazioni del CTS e dell'EMA per tali vaccini erano chiare: 'preferenzialmente agli over 60'.
    Abbiamo tradito la fiducia dei nostri ragazzi, facendo leva sul loro entusiasmo di poter riprendere al più presto le relazioni sociali e andare in vacanza. Alla luce della mutata situazione epidemiologica e della maggior disponibilità e varietà di dosi vaccinali - osserva - la strategia va certamente ridisegnata, passando dalla campagna di massa a quella personalizzata, come auspicano già molti medici e virologi". (ANSA).
   

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