Covid: Regione aggiorna linee guida per visite a ricoverati

Per accesso al pronto soccorso pazienti suddivisi in due classi

Redazione ANSA TORINO

(ANSA) - TORINO, 14 LUG - Cambiano le linee guida per la visita dei congiunti ai ricoverati in ospedale, che tuttavia restano vincolate al rispetto di rigidi requisiti. Le norme sono state messe a punto dall'Unità di Crisi della Regione Piemonte e dal Dirmei, su indicazione dell'Assessorato regionale alla Sanità. Aggiornamento anche l'accesso al pronto soccorso.
    La procedura per la visita ai parenti ricoverati richiede - informa la Regione - "le seguenti fasi: richiesta di incontro, valutazione del medico, preparazione all'incontro (comprensiva se necessario, di colloquio tra psicologo e congiunto), definizione dell'appuntamento. Il congiunto può accedere solo se non presenta sintomatologia da possibile infezione e se presenta una tra le seguenti condizioni: aver completato il ciclo vaccinale da almeno 15 giorni e da non più di 270; somministrazione di una dose di vaccino tra 90 e 180 giorni dalla guarigione purché non ne siano trascorsi più di 270 dall'immunizzazione; essere risultati negativi ad un tampone molecolare o rapido eseguito nelle 48 ore precedenti; essere guariti dal Covid nei sei mesi precedenti".
    "All'ora dell'appuntamento - prosegue l'informazione della Regione - il congiunto si presenta all'ingresso del reparto, dove viene accolto dall'infermiere designato e, se previsto, dallo psicologo clinico, e quindi si procede alla vestizione con i dispositivi di protezione individuale necessari. L'incontro potrà durare 20 minuti e il personale deve garantire la massima riservatezza possibile; se il paziente è in fin di vita è possibile prolungare indefinitamente la presenza del congiunto garantendo la scrupolosa osservanza delle regole".
    Per l'accesso ai pronto soccorso è prevista la suddivisione dei pazienti in due classi: immunità efficace (ciclo vaccinale completato, aver contratto il Covid ed essere stati vaccinati in singola dose, aver avuto la malattia negli ultimi sei mesi) e immunità incerta (senza vaccinazione, con ciclo vaccinale incompleto o completato da meno di due settimane, pazienti per i quali non è possibile valutare lo stato immunitario). (ANSA).
   

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