Si sposa in fin di vita in cardiochirurgia,trapianto lo salva(2)

(v. 'Si sposa in fin di vita in cardiochirurgia...' delle 10.56)

Redazione ANSA TORINO

(ANSA) - TORINO, 05 LUG - L'uomo era stato ricoverato a giugno in un ospedale della provincia di Cuneo per un infarto massivo del ventricolo sinistro. Sottoposto alle prime cure, era stato trasferito d'urgenza alle Molinette della Città della Salute di Torino nel reparto di Terapia Intensiva post-cardiochirurgica, coordinato dalla dottoressa Anna Trompeo.
    Le condizioni cliniche però sono peggiorate e si è reso necessario l'impianto di un sistema di assistenza circolatoria meccanica (Ecmo). Ha funzionato, ma progressivamente si sono evidenziate problematiche legate alla terapia scoagulante, che hanno imposto la richiesta urgente di un cuore nuovo.
    È così che il paziente viene è stato inserito in lista per un trapianto in urgenza nazionale attraverso il Centro regionale trapianti del Piemonte, diretto dal professor Antonio Amoroso.
    Il paziente, da pochi mesi papà, temendo il peggio, chiede di potersi sposare con la propria compagna di 42 anni, proprio mentre si trova nel reparto di Cardiochirurgia diretto dal professor Mauro Rinaldi. Il matrimonio, definito "in fine vita", viene celebrato dall'ufficiale di stato civile del Comune di Torino il pomeriggio con palloncini e cuori rossi illuminati dalla luce del diafanoscopio (schermo luminoso per osservare le radiografie). Niente fiori, ma in fondo al letto le fotografie della piccola figlia di due mesi. Accanto a lui la sposa con un bouquet speciale fatto con i tappi colorati delle provette dei prelievi di sangue. Poche ore dopo una sorpresa, un dono di nozze: la segnalazione da parte del Centro nazionale trapianti di un donatore compatibile, a Napoli. Con un volo speciale il cuore è stato prelevato e arrivato a Torino dopo 12 ore dal matrimonio.
    Il trapianto è stato eseguito dal professor Massimo Boffini dell'équipe del professor Mauro Rinaldi, con l'aiuto della dottoressa Erika Simonato e del dottor Matteo Marro e degli anestesisti Andrea Costamagna e Daniele Ferrero. Dopo l'intervento di sette ore, il decorso è stato regolare e il paziente è stato trasferito nell'Unità Coronarica della Cardiologia universitaria, diretta dal professor Gaetano Maria De Ferrari, per poi passare alla degenza di cardiochirurgia.
    (ANSA).
   

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