Sanità: infarti; idea a Massa, corso Bls-D con patente auto

Per aumentare numero persone idoneo a dare il primo soccorso

Redazione ANSA MASSA (MASSA CARRARA)

(ANSA) - MASSA (MASSA CARRARA), 09 LUG - Nasce in provincia di Massa Carrara, appoggiato dall'ordine dei Medici, un progetto salvavita per mettere più persone possibili, soprattutto giovani, nella condizione di soccorrere, con prime manovre fondamentali nell'attesa del 118, chi accusa un infarto: l'idea del dottor Fabio Costantino, cardiologo clinico che opera nei distretti sanitari di Massa e Carrara, consiste nell'associare al conseguimento della patente di guida, quello di un certificato di primo soccorso (Bsl-D). L'intuizione è scaturita a seguito dell'episodio di arresto cardiaco avvenuto al giocatore danese Eriksen durante gli ultimi europei ed è stata presentata nella sede della Provincia di Massa Carrara, Palazzo Ducale.
    "Sappiamo - spiega il cardiologo - che nel caso di Eriksen la prontezza di intervento del capitano danese Simon Kjaer e l'accesso rapido a cure specialistiche hanno scongiurato il pericolo di morte del giocatore, senza alcuna conseguenza. Il nostro obiettivo è formare nuove generazioni di cosiddetti 'resuscitatori' associando agli esami da conseguire per la patente di guida anche un esame di primo soccorso (Bls-D), affinché ognuno possa trasformarsi, all'evenienza, nel Simon Kjaer di turno. Ovviamente formare anche chi è già in possesso della patente di guida, magari all'occasione del rinnovo, sarebbe il massimo traguardo in un'ottica di impegno civile attivo in questo senso al motto di 'più formi, più salvi'".
    In Europa muoiono quotidianamente per arresto cardiaco circa 1.000 persone indipendentemente da età, sesso o stile di vita, più o meno come se si schiantassero due aerei jumbo jet a pieno carico ogni giorno. Il 75% degli eventi avviene in presenza di almeno un'altra persona, ecco perché, è stato spiegato, diventa decisivo addestrare più gente possibile a manovre di primo soccorso. Effettuare correttamente un massaggio cardiaco subito e per i minuti possibili e magari disporre di un defibrillatore può salvare una vita umana ed evitare disabilità e danni cerebrali in caso di sopravvivenza. "Nei casi di arresto cardiaco il fattore tempo è fondamentale - spiega Sergio Berti, direttore della Uo Cardiologia Diagnostica e Interventistica della Fondazione Monasterio -. Nel caso di un arresto cardiaco, l'ambulanza impiega fra i 12 e i 15 minuti per arrivare, tempo che non può essere atteso: è necessario che vi sia qualcuno in grado di effettuare un massaggio cardiaco per i 5-6 minuti che possono aiutare chi è in difficoltà. Formare più persone possibili ad eseguire la rianimazione di base, significa avere più probabilità di salvare vite". (ANSA).
   

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