Green pass: consigliere Umbria, negato a chi avuto Covid

Esponente Patto denuncia situazione oltre migliaio sanitari

Redazione ANSA PERUGIA

(ANSA) - PERUGIA, 11 AGO - "Abbiamo chiesto loro di lavorare in condizioni disperate per oltre un anno. Li abbiamo inneggiati, li abbiamo chiamati eroi, abbiamo dedicato loro post, feste, targhe, cerimonie, concerti. E ora che gran parte della popolazione può riprendere i normali ritmi quotidiani, andare in vacanza con la famiglia, prendere un caffè seduti dentro un bar, alcuni di loro non possono farlo": così il consigliere regionale del Patto civico dell'Umbria Andrea Fora il quale fa riferimento a "circa trenta medici operativi presso la struttura ospedaliera di Perugia, che hanno fatto regolarmente la prima vaccinazione e successivamente hanno contratto il Covid a causa della variante 'umbra' causata da mutazioni della brasiliana e inglese, che è stata tracciata nei mesi di gennaio e febbraio 2021".
    "A questi - spiega Fora in una nota - si aggiungono quasi un migliaio di medici di base, infermieri e operatori sanitari che sono guariti e che sono stati dichiarati abili a tornare al lavoro, ma non abili per il rilascio della green card che gli permetterebbe di vivere da persone 'normali'. Una situazione anomala, non generalizzata a livello nazionale, che li ha gettati in una sorta di 'limbo' amministrativo, rispetto al quale la Regione attende indicazioni dal Ministero su come procedere e il Ministero, invece, sembra rimandare la gestione burocratica amministrativa alla Regione".
    "La situazione che si è determinata - osserva Fora - è di una gravità assoluta e, nonostante mi sia attivato personalmente sia verso la Regione che si è mossa nei confronti del Ministero, che verso il Ministero stesso con numerosi contatti e solleciti, ad oggi ancora il problema 'amministrativo' non è stato risolto. Il personale sanitario in questione risulta a tutti gli effetti 'abile' a lavorare e in copertura antivirale, ma nessuna soluzione prospettata (la possibilità di riprogrammare un piano vaccinazioni immediato, il rilascio provvisorio della green card o la somministrazione del secondo vaccino) ad oggi pare abbia avuto il consenso del ministero della Salute". (ANSA).
   

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