Coronavirus: Boccia, tra Stato e Regioni leale confronto

'Ma parte classe politica vuole alimentare lo scontro'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 08 SET - "Non si è mai trattato di uno scontro, al di là di quello che viene raccontato. Non è solo colpa dei giornali, ma anche di quella parte di classe politica che alimenta lo scontro, che trasforma in scontro un confronto che è istituzionale. Ci sono materie su cui inevitabilmente ha inciso la pandemia. All'inizio bisognava solo riorganizzare la sanità, però poi si è visto che dovendo noi cambiare la nostra vita, modificare le nostre azioni, alla fine la pandemia ha inciso su tante materie concorrenti tra Stato e Regioni, non vedo altre strade se non quella della leale collaborazione. Lo Stato può utilizzare i poteri sostitutivi, ma ritengo che debba essere fatto solo in casi eccezionali. Io e il premier Conte preferiamo mediare, lo abbiamo sempre fatto, anche la notte.
    Discutere non significa litigare, ma ascoltare il punto di vista degli altri. Se oggi l'Italia è percepito come uno dei Paesi più sicuri al mondo è perché il metodo ha funzionato. Nei primi 3 mesi di pandemia il governo è stato accusato di utilizzo eccessivo della forza e di decisionismo spinto. Dal 3 giugno in poi, come era stato concordato, le regioni hanno ripreso a camminare da sole, nell'ambito di un monitoraggio dell'epidemia.
    Alcune regioni, in funzione della loro condizione epidemiologica, hanno ritenuto di riaprire le discoteche, noi avevamo detto che non eravamo d'accordo, altre regioni non le hanno aperte. Lo Stato deve intervenire quando ci sono delle emergenze. Mentre una parte dell'opposizione soffiava sul fuoco e il governo ha chiesto ad alcuni medici in pensione di tornare al lavoro, ci sono arrivate 8mila domande di medici e oltre 9mila di infermieri. Quando accade questo in un Paese significa che la politica ha il dovere di alimentare questo sentimento collettivo, non di alimentare la rabbia. Noi avevamo a che fare con una parte dell'opposizione che prima pensava di dare una spallata al governo col virus, poi all'Europa, ora cerca di sfruttare la questione scuola. C'è chi concepisce la politica come alimentazione dello scontro. Quelli che pensano che avrebbero gestito meglio la pandemia rispetto a questo governo sono gli stessi che negavano l'esistenza del virus, che dicevano che Johnson e Bolsonaro avevano ragione parlando di immunità di gregge. Noi non abbiamo mai giocato e non giocheremo mai una partita contro le opposizioni". Così il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a Radio Cusano Campus. (ANSA).
   

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