Salute: Regione, servono regole nuove per fase straordinaria

Redazione ANSA UDINE

(ANSA) - UDINE, 25 SET - Il Covid non ha svelato alcun nodo critico oltre quelli già noti. Per mettere mano ai problemi strutturali, primi fra tutti, il rapporto fra sanità pubblica e medicina generale, fra ospedale e territorio, gli investimenti nel capitale umano e i processi di digitalizzazione del sistema, servono regole diverse. Per affrontare la fase straordinaria che abbiamo davanti, gli schemi ordinari non bastano: l'auspicio è che l'interesse di parte sia mediato da quello generale, una responsabilità che coinvolge l'intero Paese. E' il concetto espresso dal vicegovernatore Fvg Riccardo Riccardi con delega alla Salute al XIX convegno regionale Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) e Associazione nazionale infermieri medicina (Animo) che si è tenuto oggi a Udine.
    Riccardi ha tracciato una fotografia del periodo emergenziale partendo dagli inizi ricordando la mancanza di indipendenza e autonomia di un Paese che non aveva dispositivi di protezione individuale per difendere le persone. Un passaggio ha poi riguardato i social network, spesso strumenti di disinformazione. Poi, le azioni future: se da un lato l'emergenza da Covid-19 ha svelato problematiche già presenti, dall'altro - per il vicegovernatore - oggi è necessaria un'assunzione di responsabilità di tutti. Se si immagina che ogni parte del sistema affronti questa nuova fase con le stesse impostazioni di sempre - è stato detto dalla Regione - allora ognuno continuerà a guadare l'interesse della propria parte. L'equilibrio fra i diversi interessi in un contesto pandemico è stato, e lo è ancora, una delle difficoltà maggiori, dove al centro c'è la capacità di tenuta del sistema sanitario e dall'altra la pressione dettata dalle condizioni di vita delle persone e i suoi effetti sul sistema sociale oltre alla dinamica economica. Riccardi ha espresso poi gratitudine verso chi si è impegnato in questa esperienza, ricordando che la pandemia con il 70% di adesioni della platea vaccinale non è ancora conclusa e come la tenuta del sistema ospedaliero sia inversamente proporzionale alla campagna vaccinale. La Regione ha poi ricordato il 1,6 milioni di vaccini somministrati da gennaio ad oggi e la crescita della sorveglianza, che agli inizi della pandemia aveva una capacità di 200 tamponi al giorno mentre oggi è notevolmente aumentata e si aggira intorno a decine di migliaia.
    Negli interventi del presidente e del vicepresidente Fv Fadoi, sono stati evidenziati il ruolo e il sovraccarico di lavoro dei professionisti e delle strutture di Medicina interna.
    I rappresentanti dei dirigenti ospedalieri hanno messo in luce la necessità di una presa in carico globale del paziente.
    (ANSA).
   

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