Agricoltura biodinamica, per Defez il ddl è una 'strada senza ritorno'

Gli scienziati all'estero temono per la credibilità scientifica dell'Italia

Redazione ANSA

Se non sarà modificato "rischia di essere una strada senza ritorno", ddl sul finanziamento pubblico del settore approvato alla Camera lo scorso 20 maggio e che ha immediatamente sollevato la protesta del mondo scientifico. L'Italia diventerebbe infatti "il primo Stato al mondo a dare dignità di legge a pratiche esoteriche". Lo rileva in una nota Roberto Defez, membro dell'Accademia Nazionale dell'Agricoltura e membro di Scienza e Tecnologia per l'Agricoltura (Seta).

Ha intanto raccolto oltre 28.000 firme la petizione internazionale promossa dallo stesso Defez per la modifica del ddl. Tra le adesioni, molte arrivano dai ricercatori italiani all'estero che fanno capo all'Associazione internazionale ricercatori italiani (Airi), "preoccupati per l'impatto negativo di una simile decisione sulla credibilità scientifica del nostro Paese".

Rispondendo alla nota con cui la Fderbio ha sollecitato l'approvazione del ddl così com'è, Defez rileva che se non si elimineranno i riferimenti all'agricoltura biodinamica,"le tasse dei cittadini potrebbero finire per finanziare la promozione di una pratica che non ha un disciplinare riconosciuto, certificato solo da varie organizzazioni private, il cui marchio registrato è nelle mani di una società estera, la tedesca Demeter. Il tutto in funzione di appena 419 aziende biodinamiche che stanno tenendo in stallo le 80.000 aziende biologiche che attendono da trent'anni questa legge".

Riferendosi poi alla mobilitazione del mondo scientifico, Defez osserva che questa è nata dopo che tanti scienziati tra cui Giorgio Parisi (presidente dell'Accademia dei Lincei), Vittorino Andreoli (membro dell'Istituto lombardo accademia di scienza e lettere e della New York Academy of Sciences), il fisico Ugo Amaldi, la bioeticista del CNR Cinzia Caporale, insieme a molti altri, hanno scritto ai Senatori della Repubblica nel giorno del voto sul ddl 988, chiedendo di non dare dignità di legge a una pratica che evoca energie cosmiche e riti privi di una qualunque base scientifica".

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