La mappa delle specie ancora da scoprire

Yale, conosciamo finora solo il 10-20% delle specie pianeta

Redazione ANSA

Al via il progetto della Mappa della vita da scoprire. Lo ha lanciato l'universita' di Yale, che lo presenta sulla rivista Nature Ecology & Evolution. Dopo aver lanciato la Mappa della vita, una banca dati sulla distribuzione delle specie conosciute nel pianeta, ora si prepara a individuare i luoghi che piu' probabilmente potrebbero ospitare le specie non ancora scoperte.

Secondo una stima prudente, solo il 10-20% delle specie sulla Terra sono state finora formalmente descritte. "Al ritmo attuale del cambiamento climatico, molte specie si estingueranno prima che sia scoperta la loro esistenza", osserva Walter Jetz, che ha coordinato il progetto con Mario Moura. "Le specie ancora sconosciute sono escluse dai piani di conservazione, gestione e decisione. Trovarle - aggiunge Mura - e' quindi cruciale per migliorare la conservazione della biodiversita' del pianeta".

Il punto di partenza è stata la mappa che indica luogo, estensione geografica, data di scoperta e altre caratteristiche ambientali e biologiche di circa 32.000 specie note di vertebrati terrestri. Su questa base, utilizzando 11 fattori chiave, è stato possibile dedurre dove potrebbero trovarsi le specie sconosciute dei quattro principali gruppi di vertebrati. Ad esempio, è più probabile che i grandi animali che vivono nelle aree popolate siano già stati scoperti ed è improbabile che in futuro se ne trovino di nuove. Ed è probabile che ci siano più specie da identificare fra gli animali più piccoli, che vivono su aree meno estese e più difficilmente accessibli.

 "La possibilità di essere scoperte e descritte non e' uguale tra le specie e varia parecchio nel pianeta. Ad esempio l'emu, un grande uccello che vive in Australia, fu individuato nel 1790, mentre le piccole rane Brachycephalus guarani sono state scoperte in Brasile nel 2012, suggerendo che rimangono ancora molti anfibi da scoprire", continua Moura. Secondo i ricercatori in Brasile, Indonesia, Madagascar e Colombia ci sono le maggiori possibilita' di identificare nuove specie, dove si possono fare circa un quarto delle potenziali scoperte.

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