Jeff Koons a Firenze, un viaggio verso se stessi

A Palazzo Strozzi antologica artista Usa: 33 le opere esposte

Redazione ANSA FIRENZE

FIRENZE -  "L'arte avviene nella relazione con lo spettatore". Ruota attorno a questo la mostra 'Shine' che si aprirà domani fino al 30 gennaio 2022 a Firenze, a Palazzo Strozzi a Firenze, dedicata a Jeff Koons, "l'artista dei superlativi" - il più caro (il suo 'Rabbit' è stato battuto all'asta nel 2019 a 91 milioni di dollari), il più famoso, il più ricco, il più controverso - come lo ha definito Arturo Galansino, direttore della Fondazione e curatore, con Joachim Pizzarro, discendente del pittore impressionista e studioso di Koons, di questa esposizione che ne ripercorre 40 anni di carriera.
    Sono 33 le opere provenienti da collezioni private e musei internazionali, dal '78 a oggi: ci sono tutte le serie più iconiche di questo personaggio chiave dell'arte contemporanea nato a York, in Pennsylvania nel 1955. E' un viaggio scintillante, riflettente (appunto 'Shine') fra opere perlopiù d'acciaio inossidabile lucidato a specchio - conigli, cani, scimmie, aragoste, cuori, busti, fiori - che "trasmettono luce", colorate e giocose con cui i visitatori vengono invitati a dialogare perché siano coinvolti e partecipino al messaggio che trasmettono - non importa quale sia il nostro passato, tutti possiamo risplendere - diventando parte delle stesse opere.
    L'arte "è uno strumento meraviglioso per aiutarci a divenire" ha spiegato Koons che ha partecipato oggi alla presentazione della mostra. La sua arte può affascinare o far discutere, incuriosire o indispettire, di sicuro non lascia indifferenti: ''Perché è inclusiva, aperta, democratica, pop ma anche spirituale'' ha affermato Galansino. Già nel cortile di Palazzo Strozzi si viene accolti dall'immenso Balloon Monkey Blue, 6 metri di lunghezza e quasi 5 tonnellate di peso, quindi al primo piano brillano i celebri Balloon Dog e un Rabbit insieme ad una meravigliosa Seated Ballerina che apre il viaggio e una suggestiva Balloons Venus Lespugne rossa che lo chiude.
    ''Ogni giorno mi do dei pizzicotti per rendermi conto della fortuna che ho, grazie all'arte la mia vita si è trasformata, è stato un vero sogno lavorare per la messa a punto di questa esposizione'' ha detto l'artista la cui ricerca e passione spaziano da Masaccio a Leonardo, da Michalengelo a Bernini, da Poussin a Manet fino a Warhol, Duchamp, Piero Manzoni, Dalì. Il prossimo marzo, ha annunciato, sarà di nuovo a Firenze per l'apertura a Palazzo Strozzi dell'esposizione dedicata a Donatello. "'Shine' segna un nuovo inizio". Il governatore toscano Eugenio Giani ha aggiunto "Cultura e arte sono da sempre il volano per Firenze e la Toscana, non poteva esserci momento migliore per questa esposizione che sa legare arte alta e pop''.
    Ma la cultura e l'arte hanno bisogno di essere foraggiate, la pandemia ha inferto un colpo pesante, di qui l'appello del presidente della Fondazione Palazzo Strozzi Giuseppe Morbidelli.
    ''Intanto - ha evidenziato Pizzarro - Koons ci conduce ad un viaggio verso se stessi''. L'artista raccoglie la sfida: "Spero che questa mostra aiuti le persone a vivere momenti indelebili".

   

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