In mostra al Getty Rubens e gli antichi

dipinti uniti con le antichita' che li ispirarono

(di Alessandra Baldini) ROMA

Rubens e gli antichi: il museo Getty punta i riflettori sulla passione per le antichita' del pittore fiammingo accostando per la prima volta le sue creazioni alle opere dell'arte classica che lo ispirarono. La mostra "Picturing Antiquity" dal 10 novembre alla Villa Getty di Malibu e' la prima a concentrarsi sul fascino esercitato su Rubens dall'arte e la letteratura dell'antica Grecia e di Roma e su come l'artista celebro' e trasformo' la legacy delle sue varie fonti, tra cui i pezzi archeologici della sua collezione. Peter Paul Rubens fu uno degli artisti piu' eruditi del diciassettesmo secolo. Leggeva la letteratura classica in lingua originale, studiava i resti dell'antica Roma e per tutta la vita colleziono' sculture di marmo e gemme incise mantenendo una attiva corrispondenza con altri amanti delle antichità del suo tempo in tutta Europa. "Le antichita' romane ispirarono molti dei suoi dipinti classicizzanti che, a loro volta sono tra gli esempi di immagini piu' sofisticate ed erudite dell'arte europea", ha detto Timothy Potts, il direttore del Getty e a sua volta un classicista.
    Nel 1600, a soli 23 anni, Rubens si reco' per la prima volta in Italia e trovo' presto lavoro come artista di corte presso il duca di Mantova, Vincenzo Gonzaga. Nei successivi otto anni, tra Mantova e Roma, il giovane artista studio' avidamente sculture e bassorilievi romani. Per al prima volta la mostra affianca il pannello di un sarcofago con caccia di Meleagro al cinghiale Calidonio che Rubens aveva visto di persona a Roma con un suo dipinto dello stesso tema acquistato dal museo nel 2009. In mostra e' anche il suo autoritratto con un gruppo di amici a Mantova che testimonia lo stretto rapporto con gruppi di studiosi e artisti appassionati di arte classica. Rubens adotto' un approccio innovativo allo studio di materiali classici: esaminava a lungo le sue fonti copiandole da molti punti di vista spesso inconsueti con attenzione meticolosa alla composizione complessiva e ai dettagli. "Cercava di dare un senso della carne e del sangue di queste figure, ritraendole con dinamismo, pathos e dramma", ha detto Davide Gasparotto, lo storico dell'arte italiana che al Getty cura la sezione dei dipinti, indicando una serie di disegni a gessetto che dimostrano il processo usato per studiare sculture clasiche famose. Importanti, come fa notare Jeffrey Spier, il curatore delle collezioni classiche del Getty, e' anche il ruolo giocato nella creativita' di Rubens da rare piccole antichita' portabili: "Era un appassionato collezionista di gemme antiche e reinterpretava l'iconografia di questi rarissimi oggetti cosi' come di monete antiche che aveva sua collezione". Il dipinto di Rubens di uno spettacolare cammeo, la cosiddetta 'Gemma Tiberiana', sara' in mostra accanto alla 'Gemma Constantiniana', un altro grande cammeo che forse faceva parte della sua raccolta. (ANSA).
   

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