Il Ragazzo con la Rana di Charles Ray approda al Met

Dopo sfratto a Venezia 2013, ora in mostra su carriera scultore

di Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Sfrattato da Punta della Dogana a Venezia, il "Ragazzo con la Rana" dello scultore americano Charles Ray arriva al Metropolitan di New York per una rassegna dedicata all'opera di un artista considerato tra i grandi della scena contemporanea. Alto due metri e mezzo, l'adolescente di acciaio bianco ispirato a Huckleberry Finn di Mark Twain e collocato nel 2009 davanti alla neo-inaugurata Fondazione Pinault, fu rimosso quattro anni dopo per le proteste dei veneziani che volevano il ritorno al suo posto di un originario lampione. La mostra al Met, aperta dal 31 gennaio fino al 5 giugno, è una di quattro che in questi giorni stanno mettendo al centro Ray: quella aperta in dicembre al Glenstone di Washington presenta cinque opere, tra cui le prime sculture post-minimaliste e un autoritratto di cartapesta, mentre in febbraio due rassegne apriranno a Parigi, al Centro Pompidou e alla Bourse de Commerce che ospita la collezione di François Pinault. C'è poi la Biennale del Whitney inaugurata il prossimo aprile con un nuovo lavoro dello scultore. Sarà la sesta per Ray dopo quelle del 2010, 1997, 1995, 1993 e 1989. Quella del 1993 fu la più controversa, grazie anche a "Family Romance", una famiglia iperrealista di genitori e figli (nudi, di fibra di vetro e capelli), tutti della stessa altezza, e che si tengono per mano come in una catena di bambole di carta. Come Koons, Ray crea dagli anni Novanta sculture radicate nella quotidianità della cultura americana con superfici levigatissime che costano milioni, con la differenza che Ray ha incanalato la sua lettura dell'America attraverso il canone della scultura occidentale, dall'antica Grecia a Auguste Rodin fino a David Smith e Anthony Caro. Ray ama il Met: ci passa almeno un'ora tutte le volte che è a New York e la nuova mostra organizzata con la sua collaborazione è un racconto in 19 opere tra cui l'ultimissima, "Arcangelo", realizzata in cipresso giapponese e ispirato a Gabriele che si posa sulla terra: una creatura soprannaturale vestita come un surfer delle spiagge di Santa Monica dove lo scultore ha uno dei suoi studi. Ray lo ha immaginato nel 2015, pochi giorni dopo la strage nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo quando, davanti al Centre Pompidou, ebbe la visione di un angelo che scendeva sulla città in lutto: "Quell'idea mi colpì: Gabriele è onorato in tutte le culture, ebraica, cristiana e islamica". Il "Ragazzo con la Rana" non è la sola scultura in mostra vittima di sfratto: c'è anche "Huck and Jim" del 2014 con i due personaggi di Mark Twain vicini uno all'altro e che quasi si toccano: doveva essere esposta davanti alla nuova sede del Whitney disegnata da Renzo Piano, ma il museo obiettò per timore che i nudi del ragazzino bianco e dello schiavo nero in fuga offendessero i passanti. A fare da pendant a quella coppia, Ray ne ha creata un'altra tratta dallo stesso romanzo di Twain e intitolata "Sarah Williams": raffigura sempre Jim e Huck, ma stavolta l'adolescente è vestito da donna con l'ex schiavo, amico ma non eguale, che si inginocchia alle sue spalle.

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