Mostre: Max Marra e l'inquieta bellezza della materia

Al Marca di Catanzaro il viaggio creativo dell'artista

Redazione ANSA CATANZARO

(ANSA) - CATANZARO, 14 GIU - "Max Marra. L'inquieta bellezza della materia" è il titolo della retrospettiva, in programma al museo Marca di Catanzaro, dedicata all'artista, calabrese di origini, tra i fondatori del collettivo milanese Osaon.
    Promossa dall'Amministrazione Provinciale di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo, l'esposizione, curata da Teodolinda Coltellaro, attraversa analiticamente il lavoro di Marra permettendo di ricostruirne la sostanzialità linguistica.
    La mostra, che rimarrà a disposizione del pubblico dal 25 giugno al 7 settembre 2021, propone 115 opere, tra cui 41 provenienti da collezioni pubbliche e private, comprendenti due assemblaggi polimaterici, una installazione e 38 "Timbriche" impaginate come opera unica. Le opere delineano il viaggio creativo compiuto da Max Marra dagli anni '80 fino a oggi ripercorrendo le diverse fasi evolutive della sua ricerca in una narrazione antologica che ne scandisce la storia espressiva. La selezione sintetizza il percorso evolutivo dell'artista, evidenziando un filo conduttore sostenuto negli anni da una riflessione legata alla condizione dell'uomo. Si tratta infatti, di opere che si offrono spesso come cruda metafora del vivere sociale attraverso cui interrogarsi sul senso più profondo dell'esistenza.
    L'impaginazione nelle varie sale individua i punti di svolta nella carriera dell'artista, dalle sperimentazioni polimateriche alle recenti mappe metafisiche "Timbriche", passando per la fondamentale esperienza degli anni '80 legate al collettivo milanese Osaon insieme al poeta amodale Luigi Bianco e ad altri artisti, coinvolti in modo interdisciplinare su fronti creativi, espositivi ed editoriali.
    Rimane costante la fascinazione di Marra per la materia di cui coglie le suggestioni evocative e le infinite possibilità formali. "E' una materia inquieta, tormentata - afferma la curatrice Coltellaro - che assomma in sé l'angoscia, la tragicità del vivere, le ansie, le sofferte decisioni della vita morale(…). L'artista ne cuce le lacerazioni, invocando la cicatrizzazione della pelle sofferta, squarciata da violente ferite, percorrendo il corpo dell'opera con un colore gravido di sofferenza. Ma, nella disposizione di materiali diversi e nella interazione tra essi, nel rispondere ad una struttura generativa ricca di connessioni e rimandi, si realizza un'incredibile armonia, un equilibrio formale che genera bellezza, che genera tensione, spinta verso una classicità senza tempo".
    L'esposizione si avvale anche del progetto espositivo dell'arch.
    Giovanni Ronzoni ed è impreziosita da una sezione fotografica che propone una ulteriore storicizzazione attraverso scatti di amici artisti che hanno ritratto Marra, e una bibliografia di esposizioni e accrediti in prestigiose location in Italia e all'estero, da Tokyo a Guangzou, da Bruxelles a Sofia in Bulgaria.
    La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano/inglese) edito da Il Rio Edizioni, con testi di Teodolinda Coltellaro e Giorgio Bonomi. (ANSA).
   

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