Pasolini, lo raccontano 260 tra foto e documenti

Da 30 novembre al 13 marzo 2022 a Palazzo Ducale di Genova

Mauretta Capuano ROMA

GENOVA - Pier Paolo Pasolini, scrittore, giornalista, opinionista, regista, intellettuale scomodo, è stato anche tra i personaggi pubblici più fotografati del suo tempo. E attraverso un originale percorso espositivo fotografico vengono ora esplorati il suo pensiero e la sua opera, a ridosso del centenario della nascita a Bologna nel 1922, nella mostra 'Pier Paolo Pasolini. Non mi lascio commuovere dalle fotografie'. L'esposizione a Palazzo Ducale di Genova si apre il 30 novembre 2021 e si potrà vedere fino al 13 marzo 2022.
    Promossa e organizzata da Suazes, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delezia, la mostra, a cura di Roberto Carnero e Marco Minuz, riunisce circa 260 pezzi fra fotografie e documenti d'epoca ed è organizzata in sezioni, ognuna delle quali raggruppa un corpus di fotografie dedicate a uno specifico tema. Oltre cinquanta i fotografi e gli archivi coinvolti nel progetto, tra i quali Letizia Battaglia, Carlo Bavagnoli, Elisabetta Catalano, Elio Ciol, Mario Dondero, Gabriella Drudi Scialoja, Aldo Durazzi, Claudio Ernè, Toti Scialoja, Giovanni Giovannetti, Cecilia Mangini, Paul Ronald, Roberto Villa, Italo Zannier e Archivi Farabola.
    Un'iniziativa culturale che nasce, "pur nella consapevolezza dell'immenso lavoro di ricerca presente ed associato ad ogni ambito del suo impegno, dalla volontà di continuare ad alimentare, soprattutto nelle giovani generazioni, un confronto con il lascito intellettuale di Pasolini" spiegano gli organizzatori.
    Il rapporto di Pasolini con il mezzo fotografico è stato ambivalente. Se da una parte scriveva "niente come fare un film costringe a guardare le cose", dall'altro diceva "alle fotografie è sufficiente dare una occhiata. Non le osservo mai più di un istante. In un istante vedo tutto".
    Eppure, paradossalmente, per tutta la sua vita Pasolini ha sempre offerto grande disponibilità nel farsi fotografare, anche in momenti privati della sua vita.
    Il percorso in sezioni non segue un ordine cronologico ma per tematico: la città di Roma, i ragazzi delle borgate romane, il concetto di corpo, la passione per il calcio, le sue frequentazioni, il suo impegno politico pubblico, la figura della madre, le abitazioni romane in cui ha vissuto, i ritratti fotografici, un oggetto ricorrente, l'iconografia di Cristo, l'esperienza del cinema, gli anni giovanili, le celebrazioni funebri a Roma e a Casarsa della Delizia, luogo dove è sepolto.
    In ogni area il nucleo di fotografie è accompagnato da testi di spiegazione, da una serie di citazioni di Pasolini legate al tema e da un video dedicato.
    "Il volto di Pasolini diventa così 'la mappa' per leggere il suo lavoro, la sua personalità, il suo pensiero e le sue scelte. Metaforicamente la sua pelle, immortalata dal mezzo fotografico, diventa così spazio privilegiato per comprendere, con vicinanza, il percorso professionale di quell'inafferrabile uomo chiamato Pier Paolo Pasolini" dice Marco Minuz che ha curato la selezione fotografica con la collaborazione di Piero Colussi. "Una mostra fotografica su Pasolini è un modo di avvicinarsi alla sua opera, magari per un primo approccio ai suoi testi, attraverso i 'grandi temi' che li caratterizzano.
    Sarebbe bello che questa straordinaria occasione potesse essere còlta soprattutto dai più giovani, da quei ragazzi a cui Pasolini ha dedicato tante delle sue riflessioni e ai quali continuava - e continua tutt'oggi - a parlare" spiega Roberto Carnero, co-curatore del progetto ed autore dei testi presenti nel percorso. (ANSA).
   

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