La Reggia di Venaria guarda al modello Usa

Il neo presidente: 'Vogliamo rendere la residenza capace di attrarre investimenti'

di Barbara Paloschi TORINO

TORINO - La Venaria Reale, grandioso complesso monumentale edificato dai Savoia fra metà Seicento e fine Settecento, oggi residenza sabauda alle porte di Torino fra le più note e visitate, festeggia i 15 anni dalla riapertura e compie una nuova svolta. Alla presidenza è arrivato un avvocato d'affari con esperienza internazionale, Michele Briamonte, che insieme al direttore della Reggia Guido Curto, storico dell'arte per anni ai vertici di importanti istituzioni culturali cittadine, intende mettere in campo un progetto pilota: coinvolgere il mercato dei capitali convogliando sulla Venaria investimenti remunerativi. Non solo per il gioiello barocco voluto dai Savoia, ma per l'Italia, una gestione di questo tipo rappresenta un cambiamento epocale che guarda più al modello Usa che all'Europa. "La mia missione - spiega Briamonte all'ANSA - è quella di rendere le strutture, Venaria e le altre residenze sabaude del Consorzio di regge che presiedo, in grado di avere una propria autonoma capacità di attirare capitali non mecenatistici, che ricercano e conseguono una corretta remunerazione. In tutto il mondo occidentale c'è una grande liquidità, e a noi non mancano l'attrattività e la capacità di costruire ingegnerie finanziarie. Ci sono molteplici settori in cui si potrebbero avviare attività in grado di generare un flusso di ricavi, dagli accordi commerciali alla digitalizzazione, fino alla ricettività".

L'obiettivo finale, sottolineano Briamonte e Curto, è quello di fare in modo che un complesso di immenso valore possa arrivare a rendere in modo proporzionale all'asset economico che rappresenta. Il tutto partendo dal bilancio attuale, che è sui 14 milioni di euro di cui metà da biglietti, affitto location e sponsorizzazioni, e metà coperto dai contribuiti di Stato, Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo. Ai progetti culturali fatti di mostre, convegni, conferenze e pubblicazioni curati da Curto, si affiancherà quindi una nuova attività che potrebbe portare a realizzare circuiti di visite virtuali, a coinvolgere i circoli internazionali della caccia, o addirittura a realizzare camere alberghiere che sfruttino gli ampi spazi non utilizzati della residenza. Il tutto senza tralasciare il fronte dei visitatori: 130 mila nell'anno pandemico segnato dalle chiusure che si sta per concludere, almeno 250 mila l'anno per il futuro. "I progetti più immediati - ricorda però Curto - prevedono in marzo l'inaugurazione della Fontana di Ercole, restauro costato tre milioni di euro, e in luglio una grande mostra su arte e videogiochi curata dall'esperto Fabio Viola. Al tema del gioco che segnerà il 2022, seguiranno nel 2023 quello del cibo con una rassegna sulle tavole reali, mentre il 2024 sarà dedicato al benessere". Nell'anno che sta per iniziare si celebra anche il 25/o anniversario dal riconoscimento Unesco, data simbolica per la nuova svolta dopo il mega-restauro che nel 2007 ha restituito al mondo il gioiello sabaudo più bistrattato, facendolo riemergere da due secoli di degrado e abbandono.

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