Il dono di Thot, all'Egizio tremila anni di scrittura

Greco, prepariamo la candidatura al patrimonio Unesco

di Amalia Angotti TORINO

Il Museo Egizio e l'Accademia delle Scienze si candidano a diventare Patrimonio Unesco. "Stiamo preparando il dossier. Vogliamo valorizzare l'unicità del luogo, il fatto che all'interno di questo palazzo storico, di grande valore architettonico e artistico, ci sia da 200 anni una collezione. Il palazzo, la collezione, ma anche la cultura immateriale", spiega il direttore Christian Greco. L'occasione è quella giusta perché al Museo Egizio debutta una grande mostra "Il dono di Thot: leggere l'antico Egitto". Protagonista è la scrittura nelle sue varianti ed evoluzioni - dal geroglifico al copto, dallo ieratico al demotico - in un nuovo spazio di 500 metri quadrati, tra piano terreno e ipogeo, concessi dall'Accademia delle Scienze di Torino al Museo Egizio, dopo un'opera di restauro, sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

"E' solo un antipasto di un nuovo allestimento che dedicheremo ai geroglifici e alle diverse scritture dell'antico Egitto, che saranno protagonisti in futuro di una sala a loro dedicata", spiega Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio. Dal 7 settembre 2023 la mostra sarà ampliata e diventerà permanente nella Sala della Scrittura che nascerà al terzo piano. Curata da Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Töpfer, egittologi del Museo, la mostra è frutto di un progetto scientifico ideato dal direttore Greco, ed è sostenuta dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. Sono 170 i reperti in esposizione, tutti provenienti dalle collezioni del Museo Egizio, ad eccezione delle tavolette cuneiformi che arrivano dai Musei Reali di Torino. In mostra non ci sono solo papiri, ma anche capolavori della statuaria, oggetti in alabastro e statuine lignee.

"Testo ed immagine sono reciprocamente complementari e ci permettono di avvicinarci alla comprensione di quattromila anni di storia dell'Antico Egitto" spiega Greco. In mostra ci sono la copia della Stele di Rosetta in un allestimento innovativo, il Papiro dei Re, unica lista reale d'epoca faraonica scritta a mano su papiro che sia giunta fino a noi e il Papiro della Congiura, un testo quasi di cronaca giudiziaria, che ricostruisce l'attentato a Ramesse III, papiro di oltre 5 metri di lunghezza che torna all'Egizio dopo sette anni. La mostra consente di vedere anche la stele che di solito non si può vedere perché è scritta sulla schiena della statua di Horemheb: c'è anche la traduzione completa.

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