Archeologia: scavi Selinunte, nuovi reperti vicino tempio R

Progetto 'New York University' e 'Università Statale' Milano

Redazione ANSA MARINELLA DI SELINUNTE

(ANSA) - MARINELLA DI SELINUNTE, 26 LUG - Quattro nuove scoperte al Tempio R di Selinunte. A portare alla luce preziose testimonianze di vita dell'antica città studenti e archeologi della 'New York University' e 'Università Statale' di Milano. La missione guidata dai professori Clemente Marconi, Rosalia Pumo e Andrew Ward ha consentito di scoprire, proprio davanti la fronte principale del Tempio R (il più antico della città, ora datato archeologicamente al 570 a.C.), parte di una piattaforma monumentale su due livelli che, con molta probabilità, serviva per ospitare l'altare principale del tempio. Si tratta di una testimonianza storica di due fasi diverse della città: la piattaforma più bassa risale agli anni di costruzione del Tempio R, mentre la piattaforma più alta, più monumentale, data al V secolo. È la stessa zona dove, nel 2010, sempre i ricercatori della missione NYU-UniMi trovarono abbondanti resti di sacrificio animale.
    Tra i reperti anche due punte di lancia bruciate e ritrovate incrociate. "Un caso davvero eccezionale nel mondo greco trovarle così", spiega il professor Marconi. Era tipico dei culti femminili avere dediche di armi e il ritrovamento davanti al Tempio R, dedicato a una dea, non è certo casuale. Durante lo scavo è stato portato alla luce anche un grosso corno di capra, testimonianza di un sacrificio prestigioso nei confronti della divinità. Un quarto reperto ritrovato è stato, invece, un frammento di una statua in marmo di Paros di dimensioni naturali. Si tratta di un ulteriore pezzo del braccio di un kouros, statua maschile con funzione votiva, del quale, 4 anni fa, sempre durante la campagna della NYU-UniMi fu trovato un frammento dell'avambraccio.
    "È la prima volta che a Selinunte viene scoperta una statua di questo tipo in marmo e a grandezza naturale - spiega Clemente Marconi - fu, con molta probabilità, dedicata nel VI secolo e poi smembrata nel IV secolo e i frammenti in parte utilizzati come calce, altri, invece, per il riempimento ellenistico".
    Dal 2010 la 'New York University' scava sul tempio R, il più meridionale e il più antico della città. Un interesse su questo lembo di Sicilia da parte di un Ateneo d'Oltreoceano proprio perché Selinunte è una della 5 città del mondo greco che più hanno investito nella costruzione di templi tra età Arcaica e Classica. "Per far piena luce sul tempio R sono ancora necessari altri 3 anni di scavi - spiega Marconi - per studiare al meglio la fondazione del tempio".
    "I risultati della campagna di ricerca appena condotta sono di grande importanza per la conoscenza del santuario urbano costruito tra la fine del settimo e la fine del quarto secolo a.C.. Un'esperienza che restituisce elementi interessanti ai fini della ricostruzione storica della Sicilia antica per una primavera dell'archeologia in Sicilia, che appare sempre di più come una stagione, non soltanto proficua, ma soprattutto duratura e in grado di consolidare solide relazioni internazionali", ha detto l'assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà. Soddisfazione per i risultati della campagna di scavi viene espressa anche dal direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, Bernardo Agrò, per il quale "Il progetto del Parco, in linea con le direttive dell'assessore Samonà, punta alla realizzazione a Selinunte di un grande laboratorio, prodromico alla costituzione di una scuola di specializzazione in archeologia. Giovani archeologi provenienti dalle diverse parti del mondo sono già presenti nell'area del Parco archeologico e il progetto “I laboratori permanenti delle arti e delle scienze” prevede lo scambio costante di esperienze tra giovani archeologi siciliani e colleghi di altra formazione. In tal senso – evidenzia il direttore Agrò – è forte la collaborazione con l'Università di Palermo che è coinvolta in maniera diretta con il professore Aurelio Burgio e il decano Oscar Belvedere che lavora con l’Università di Berlino. Inoltre, due archeologi siciliani fanno attualmente parte della missione diretta dal professor Marconi. Si tratta di un progetto molto importante che offre ai giovani studiosi siciliani la possibilità di fare pratica sul campo con esperienza già nel periodo della formazione accademica”. Insomma, un vero e proprio "modello Selinunte" che si tradurrà anche in un allestimento di land Art e nei "cantieri della conoscenza" che saranno visitabili durante gli scavi. (ANSA).
   

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