Camera con vista a 3.200 metri, lavori al rifugio Bicchiere

Si lavora a -20 gradi, nella squadra anche una ragazza

di Stefan Wallisch TRENTO

TRENTO - Inaugurato il 16 agosto 1894, in occasione del compleanno dell'imperatrice Sissi, il rifugio Gino Biasi al Bicchiere, dopo oltre 125 anni di attività, torna ai vecchi splendori. Al rifugio più alto dell'Alto Adige, a 3.200 metri di quota, sopra la val Ridanna, sono infatti in corso lavori di ristrutturazione. Il fiore all'occhiello sarà la nuova stube con una vetrata panoramica con una vista sul 'mare' di vette della cresta di confine.

Il rifugio è raggiungibile dalla val Ridanna in 6-7 ore di cammino. Come all'epoca, l'intera struttura in legno è stata predisposta a valle, montata e smontata per poi essere portata in quota. Mentre a fine Ottocento il materiale fu però trasportato faticosamente con carri, slitte e a spalla, ora l'elicottero da Ridanna sale in 5 minuti con il carico e lo posa con precisione millimetrica. "Lavorare a questa quota significa avere freddo, ma noi siamo abituati", racconta Peter Trenkwalder, titolare della Alpine Work. E' capitato di lavorare a -22 gradi e con un metro e mezzo di neve. L'azienda familiare da 50 anni è impegnata nella manutenzione di rifugi alpini. Lavorare sul Bicchiere è però una cosa speciale, anche per Peter. "Lo fai solo una volta nella vita", commenta.

Nella sua squadra c'è anche Sonja, una ragazza 20enne. Attualmente 17 operai e tecnici lavorano e dormono in quota, con turni che - tempo permettendo - durano dieci giorni. Chi sale ha fatto il tampone, così il rifugio è una bolla Covid free. "Il nostro segreto - spiega Trenkwalder - è che siamo una squadra affiatatissima". Quando arriva l'elicottero un un carico di alcuni centinaia di chili il minimo errore può essere fatale. Un altro rischio è rappresentato dai venti in quota e da improvvisi banchi di nebbia, ma il pilota Axel Gutweniger e il tecnico di volo Ulli Kofler della Air Service Center conoscono queste montagne come le loro tasche. A terra ci sono invece Peter, che ha lavorato con Axel per l'elisoccorso, e suoi uomini che via radio danno poche, ma precise indicazioni. Dopo aver sganciato il carico l'elicottero torna in picchiata a valle. Il 19 giugno il nuovo gestore Lukas Lantschner inaugurerà il rinnovato rifugio. Tutta la famiglia gli darà una mano. In estate anche i tre figli (due gemelli di 8 e un ragazzo idi12 anni) saliranno in quota.

"Lavorare tanti mesi a 3.200 metri non è facile", confessa, ma Lukas, nonostante la sua giovane età, ha una lunga esperienza. Per 14 anni ha infatti gestito il vicino rifugio Cima Libera. "I nostri 26 rifugi sono il biglietto da visita dell'Alto Adige", sottolinea l'assessore provinciale Massimo Bessone. La Provincia sostiene i lavori di ristrutturazione al Bicchiere con un milione di euro. Presto gli appassionati della montagna potranno tornare nell'amato rifugio sulla cresta di confine.

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