Raffaello e i segreti del suo sguardo

A Città di Castello una mostra racconta la formazione del genio urbinate

di Danilo Nardoni CITTA' DI CASTELLO (PERUGIA)

E' una mostra che vuole far ripercorrere in modo chiaro e percepibile al grande pubblico la ricchezza della velocissima e straordinaria educazione dell'artista, "Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo", nella pinacoteca Comunale dal 30 ottobre fino al 9 gennaio 2022. Anche con un nuovo percorso del museo ora accessibile dall'ingresso monumentale originario. L'esposizione - promossa dal Comitato regionale umbro per le celebrazioni raffaellesche, approvata dal Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, curata da Marica Mercalli, direttore generale per la Sicurezza del patrimonio culturale del Mic, e da Laura Teza, professoressa associata di Storia dell'Arte moderna dell'Università degli Studi di Perugia - vuole ricostruire le esperienze che il giovanissimo pittore poté vivere in un ambiente ricco di stimoli e denso di passati trascorsi culturali legati al soggiorno di Luca Signorelli in città. Nell'anteprima per la stampa, che ha rivelato l'allestimento del piano nobile, dove la rassegna si snoda in diverse sale, il sindaco di Città di Castello Luca Secondi ne ha ripercorso la storia, che nasce prima della pandemia e faticosamente ha resistito a mesi di lockdown e di fermo obbligato degli eventi. "Pochi, se non gli addetti ai lavori sanno che Raffaello debuttò a Città di Castello", sottolinea Teza, ricordando che nel dicembre del 1500 il giovanissimo pittore firmò il suo primo contratto con Andrea Baronci per l'Incoronazione di San Nicola da Tolentino in Sant'Agostino, una grande tavola di quasi quattro metri di altezza. "Aveva solo 17 anni ma veniva chiamato magister Rafel, cioè è un maestro autonomo con bottega e doveva pagare le tasse". E la grande tavola con l'Incoronazione di san Nicola da Tolentino, danneggiata nel terremoto del 1789 e da allora dispersa in frammenti, è ricostruita in questa occasione nei suoi pezzi principali. Cuore del racconto è il Gonfalone a doppia faccia di Raffaello, unica sua opera mobile rimasta in Umbria, proveniente dalla Confraternita della Santissima Trinità di Città di Castello ed ora conservato in pinacoteca. Restaurato per l'occasione, è suggestivamente allestito vis à vis con il Martirio di San Sebastiano di Luca Signorelli, conservato nella stessa pinacoteca al pian terreno. Un allestimento che rimarrà poi permanente, a testimonianza dello sguardo di Raffaello che li ha legati insieme per sempre. Ancora giovanissimo, il pittore, sempre a caccia di nuovi stimoli che traduceva rapidamente su carta, riprese in un disegno ora a Oxford l'arciere di spalle tratto dal Martirio di Signorelli a fianco della figura del 'Dio creatore di Eva' che stava studiando per il suo gonfalone della Trinità. "Raffaello gira per le chiese di Città di Castello e appunta, studia, in un percorso di assimilazione rapidissimo, bruciante. - sottolinea ancora la curatrice Teza- Della Crocefissione Gavari Mond che lascerà a San Domenico, posta proprio vis-à-vis con il Martirio di Signorelli, Vasari dirà che, se non ci fosse scritta sotto la sua firma, si direbbe di Perugino. Infatti in quegli anni gareggia con i modelli di Perugino e di Pintoricchio, a cui fornisce disegni e cartoni preparatori per la Biblioteca Piccolomini di Siena, ricevendo in cambio un raffinatissimo gusto per la decorazione preziosa. La Madonna della Pace di Sanseverino di Pintoricchio, presente in mostra, è una testimonianza scintillante di questo gusto da orafo, incrostato di riflessi dorati". Grazie all'utilizzo di video, tradotti in varie lingue, la mostra ricostruisce il contesto ambientale anche delle altre opere di Raffaello eseguite a Città di Castello e ora conservate altrove. A chiudere il percorso c'è poi lo Sposalizio della Vergine (1504), il dipinto che segna la svolta nella carriera di Raffaello e la cui impostazione si misura, in un confronto voluto e serrato, con l'analogo soggetto che Pietro Perugino stava preparando per il Duomo di Perugia. Il catalogo, con 17 saggi a cura di alcuni tra i più importanti studiosi di Raffaello, analizza l'attività giovanile dell'artista negli anni trascorsi nella città umbra tra 1499 e 1504. Domani, dalle 18, l'apertura al pubblico. E' consigliata la prenotazione (cultura@ilpoliedro.org, 075 8554202).

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