Ue avvia consultazione su tutele riders

Coinvolte le parti sociali per arrivare ad iniziativa comune

Redazione ANSA

BRUXELLES - Rider e lavori legati alle piattaforme digitali diventano sempre più diffusi, anche a causa della pandemia, e la Commissione Ue sta pensando a come migliorare le condizioni di questi nuovi lavoratori atipici. Per questo ha avviato oggi la prima fase di una consultazione delle parti sociali europee, con le quali intende affrontare il tema.

Bruxelles parte da una valutazione: il lavoro tramite piattaforme è in rapido sviluppo nell'Ue in un numero sempre maggiore di settori. Se da una parte può offrire maggiore flessibilità e più opportunità di lavoro e di reddito aggiuntivo anche a chi potrebbe avere maggiori difficoltà a entrare nei mercati del lavoro tradizionali, dall'altra però potrebbe anche portare nuova precarietà, soprattutto in alcuni settori dove manca trasparenza e prevedibilità negli accordi contrattuali.

La crisi del coronavirus ha accelerato la trasformazione digitale e l'espansione dei modelli di attività basati su tali piattaforme nel mercato interno, ed ha messo in evidenza la situazione vulnerabile dei lavoratori, esposti a rischi per la salute e la sicurezza, e non coperti da tutele sociali. La Commissione ritiene quindi che ci sia spazio per un'iniziativa dell'Ue per migliorare le loro condizioni di lavoro, e studierà l'intervento assieme alle parti sociali.

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