Genitori Regeni, l'Ue ci aiuti con i fatti a fare giustizia

'Trovare verità significherebbe aiutare il popolo egiziano'

Redazione ANSA

BRUXELLES - All'Ue chiediamo "vicinanza e aiuto con fatti concreti, perché si faccia verità e giustizia per nostro figlio. Fare verità e giustizia per Giulio significherebbe anche aiutare il popolo egiziano". Così la mamma di Giulio Regeni, Paola, che oggi col marito Claudio e la legale, l'avvocato Alessandra Ballerini, hanno portato al Parlamento europeo la testimonianza sulla mancanza di rispetto dei diritti umani in Egitto. "In tutti questi anni abbiamo sentito solo parole e poche azioni, mentre singoli Paesi procedono secondo i loro interessi. Chiediamo un supporto con azioni oltre che con parole", ha aggiunto Claudio.

L'impunità" per il sequestro, la tortura e l'omicidio di Giulio Regeni, "è intollerabile e traumatizzante e non può essere definitiva". Lo ha detto la legale della famiglia Regeni, l'avvocato Alessandra Ballerini, al Parlamento europeo, ricordando che la Corte d'Assise ha deciso di non procedere in assenza degli imputati, e sollecitando ad ottenere l'elezione di domicilio dei quattro imputati. Quella in Corte d'Assise "è una battuta d'arresto ma non può essere definitiva - ha affermato - Chiediamo agli ambasciatori dell'Ue, alle Istituzioni europee e al Parlamento europeo, di fare tutte le pressioni possibili in ogni singolo incontro con le autorità egiziane, per avere le elezioni di domicilio dei quattro imputati" e che questo sia "subordinato a qualunque altro affare. Non c'è affare che possa tenere di fronte all'impunità per chi sequestra, tortura e uccide".

"Per quanto riguarda Giulio Regeni, come è stato anche scritto nella decisione della Corte d'Assise, non c'è stata nessuna collaborazione da parte dell'Egitto. Non si può più avere fiducia nei confronti di un regime che promette e poi agisce in modo completamente diverso", ha sottolineato l'avvocato Ballerini nelle repliche. "A noi in cinque anni e mezzo è stata promessa collaborazione, è stato detto che Giulio era un portatore di pace e un amico dell'Egitto e che ci avrebbero riconsegnato i suoi effetti personali. E ci hanno preso in giro sistematicamente e dolorosamente", ha aggiunto, scandendo uno per uno i nomi dei quattro imputati .

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