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Incitavano a odio razziale e a terrorismo, tre arresti

Ventenni accusati anche di diffusione materiale pedopornografico

 La Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, sta eseguendo misure cautelari (due in carcere e una ai domiciliari) nei confronti di tre giovani, due genovesi e un piemontese di 21 anni. I tre sono accusati di far parte di un gruppo Telegram che incitava alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi nonché di apologia di terrorismo (come omicidi e stragi) oltre che di diffusione di materiale pedopornografico. Gli investigatori della Digos, coordinati dal pm Federico Manotti, e dalla collega Gabriella Dotto del gruppo specializzato soggetti deboli della Procura, stanno eseguendo perquisizioni nei confronti di alcuni minorenni a Torino, Lanciano e Sanremo in esecuzione di decreti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Genova.

Simpatie per Hitler e progettavano attacchi a Istituzioni 
 Ingente scambio di materiale suprematista di tipo xenofobo, misogino, omofobo, antisemita e filonazista, condivisione di materiale pedopornografico tra gli utenti di una chat Telegram denominata Blocco Est Europa e alla esaltazione di stragi. Questo avrebbero compiuto i tre ragazzi arrestati che avevano simpatia per Hitler. Alcuni giovani avevano inaugurato una "campagna di addestramento" al tiro con armi ad aria compressa utilizzando come bersaglio effigi di cariche dello Stato in zone abbandonate di Genova "nell'ottica di un progetto stragista di enormi dimensioni alle Istituzioni". Questo secondo il gip che ha emesso l'ordinanza.  I tre avrebbero compiuto apologia, attraverso il web, di gravi delitti (omicidi e stragi) anche di tipo terroristico, avrebbero istigato alla violenza sessuale su minori e avrebbero diffuso, sempre tramite i canali social, materiale pedopornografico. Nelle chat venivano esaltati gli school shooters, gli autori di massacri di massa nelle scuole elementari e medie. Le indagini sono partite da una segnalazione arrivata al Commissariato di polizia online e sono state sviluppate dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Liguria e dalla Digos di Genova. In particolare, i ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 21 anni, scambiavano sulla piattaforma multimediale file video e immagini pedopornografiche, di coprofagia, necrofilia, di decapitazioni, torture ed esecuzioni provenienti dagli ambienti jihadisti, mutilazioni e automutilazioni, violenze xenofobe, razziste e omofobe accompagnate da commenti di approvazione ed esaltazione e intrisi della retorica tipica della ideologia suprematista. Nelle loro conversazioni, basate sull'odio antisemita e nei confronti delle persone di colore, mostravano simpatie per Hitler e il nazismo oltre a atteggiamenti misogini tramite la condivisione di video di donne, la maggior parte minorenni, che si suicidano, che vengono violentate o uccise.

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