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Elezioni 2021 Milano, Sala: 'Estendo la collaborazione a tutte le forze politiche'

A Milano affluenza più bassa di sempre

Cambia la fisionomia del Consiglio comunale di Milano che torna assolutamente bipartisan con eletti solo negli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra e nessuno dei 5stelle o di altre compagini. Ma cambiano soprattutto i giochi di forza fra i partiti. Le differenze maggiori sono nel centrodestra, dove Forza Italia passa da otto consiglieri a tre: stando alle preferenze e senza rinunce il presidente del municipio 7 Marco Bestetti (con 2065 preferenze), il capogruppo in Regione e consigliere comunale uscente Gianluca Comazzi e il consigliere uscente Alessandro De Chirico.

"La collaborazione è obbligatoria perché sarà un periodo molto difficile per tutti noi, in cui dovremo convincere i cittadini a fidarsi e a partecipare, in cui dovremo trovare anche delle strade innovative perché non sono tempi normali". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel corso della prima conferenza stampa che ha tenuto a Palazzo Marino, sede del Comune, dopo la sua rielezione ad un secondo mandato. "Serve la collaborazione di tutti e la estendo volentieri anche a tutte le forze politiche - ha aggiunto -, ma chiedo una sola cosa cioè serietà, chiedo solo di collaborare e di comportarsi in un certo modo. Se qualcuno preferisce continuare con battute a raffica e con il prendere a martellate le piste ciclabili allora è difficile collaborare con chi schernisce il nostro lavoro".

Nulla da fare invece per il capogruppo Fabrizio De Pasquale (quinto) e per il fondatore di Tempi Luigi Amicone. Fratelli d'Italia invece nel 2016 non aveva eletto alcun consigliere, dato che il suo unico posto era andato al candidato sindaco sconfitto Stefano Parisi (al quale era subentrato alla sua rinuncia l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato). Questa volta invece avrà cinque seggi: Vittorio Feltri (con 2.268 voti), il consigliere del Municipio 2 Riccardo Truppo, avvocato come pure Chiara Valcepina. Resta in consiglio anche Andrea Mascaretti - che durante la legislatura era passato da Forza Italia a Fdi - ed entra Francesco Rocca. La Lega passa da quattro a sei seggi: con la riconferma di Silvia Sardone, la più votata (3585), il coordinatore della Lega Giovani Lombardia Alessandro Verri, i consiglieri di zona Samuele Piscina e Pietro Marrapodi, Deborah Giovanati e Annarosa Racca, la presidente di Federfarma Lombardia che era capolista. Un consigliere per la lista Bernardo Sindaco che sarà lo stesso Bernardo. In caso di rinuncia entrerà in consiglio Manfredi Palmieri, che è consigliere regionale e con Letizia Moratti sindaco è stato presidente del Consiglio. Un consigliere anche per Milano Popolare con la riconferma di Matteo Forte.

Per quanto riguarda il centrosinistra, anche se il Pd ha aumentato i voti, passati dal 28,97% al 33,86, perde due seggi passando da 22 a 20, per il buon successo delle altre liste. Primo l'assessore uscente Pierfrancesco Maran (9166) seguito dalla vicesindaco Anna Scavuzzo e dal presidente del Consiglio comunale uscente Lamberto Bertolè. Entra in consiglio anche la vicepresidente della città metropolitana Arianna Censi mentre non ce la fanno Milly Moratti, moglie dell'ex presidente dell'Inter Massimo, e Dijana Pavlovic, appoggiata dalle Sardine. Cinque sono i consiglieri della lista Beppe Sala: i capilista Emmanuel Conte e Martina Riva, l'assessore uscente Gabriele Rabaiotti, Marco Mazzei e Mauro Orso, mentre resta fuori lo storico ambientalista Enrico Fedrighini. Tre gli eletti per Europa Verde: il consigliere PD uscente Carlo Monguzzi, la coportavoce della federazione dei Verdi Elena Grandi e Francesca Cucchiara dei Giovani europeisti verdi. Due i Riformisti: la deputata di Italia Viva Luisa Noja e Giulia Pastorella e infine un consigliere per Milano in salute, Marco Carlo Fumagalli, già consigliere comunale di Azione civica.

A Milano affluenza più bassa di sempre - E' in calo l'affluenza alle elezioni comunali di Milano al punto che meno di un elettore su due è andato alle urne, un dato mai verificato in città: alla chiusura dei seggi ha votato infatti il 47,6% contro il 54,6% del 2016, quando si votò in un solo giorno. Nel 2011, l'affluenza era stata molto più alta, il 67,5%.

 

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