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Chef 'terremotato' guadagna la prima stella Michelin

Mazzaroni e 'Il Tiglio' a Montemonaco, una storia di resilienza. In fuga da Ascoli con il terremoto del 2016 va verso il mare e il giorno di San Valentino del 2019 ritorna al suo primo amore, la montagna 

 E' una storia di resilienza quella di Enrico Mazzaroni, chef del ristorante Il Tiglio di Montemonaco (Ascoli Piceno): piegato dal terremoto del 2016, costretto ad emigrare al mare a Porto Recanati (Macerata), ma che è infine tornato nella sua Isola San Biagio sui Sibillini per conquistare finalmente la Stella Michelin, la prima per un ristorante della provincia di Ascoli. L'attribuzione dell'ambito riconoscimento è stata accolta con felicità da Mazzaroni, ma anche con un pizzico di commozione. "Guardo questa stella e mi viene da piangere, perché abbiamo lottato veramente tanto. La strada è stata dura, ho letteralmente 'sputato sangue' con tutta la mia brigata, fino alla fine" confessa il neo chef 'stellato'.
   

"Non sono più giovanissimo, sento i miei 50 anni - aggiunge -; forse questo riconoscimento sarebbe arrivato nel 2016, c'erano stati segnali in tal senso ed era il giusto tempo quando abbiamo giocato tutte le nostre carte per raggiungere questo obiettivo.
    Il terremoto di agosto, ma soprattutto di ottobre, ci ha però messi in ginocchio costringendoci ad andar via da Isola San Biagio".

La caccia alla stella è proseguita nel 2017 a Porto Recanati con "Il Tiglio in vita", un nome non casuale per chi era ferito nell'animo, ma comunque sopravvissuto al sisma. "Sul mare abbiamo lottato molto, ma forse la Michelin, che subito ci ha inserito nella guida, è stata più intelligente di noi e ha percepito che in me c'era questa voglia infinita di tornare a casa e c'era bisogno ancora di tempo".

Il 14 febbraio 2019, giorno di San Valentino, Mazzaroni è tornato dal suo 'amore': la montagna e ha riaperto a Montemonaco Il Tiglio. "Eravamo disperati, quasi peggio di quando siamo dovuti andar via per il terremoto; tanto che qualcuno ci disse anche che non avremo mai raggiunto alcun obiettivo - racconta ancora Mazzaroni -. Abbiamo dovuto ricominciare da zero, le guide avevano infatti annullato tutte le votazioni precedentemente attribuiteci. Oltre a ricostruire le mura, abbiamo dovuto ricostruire soprattutto la nostra credibilità, trovando fin da subito l'apprezzamento dei nostri ospiti. Ecco, la Stella Michelin è il coronamento di questo percorso durissimo".

La brigata si è nel frattempo allargata. "In cucina mi affianca Sabrina Tuzi che ha dato una grande impronta al Tiglio; in sala insieme a Gianluigi Silvestri, con me da sempre, c'è anche Anselmo Calenti. Sono persone che fanno la differenza: abbiamo vinto insieme" sottolinea. In menù non più solo piatti 'di terra', ma anche contaminazioni di mare. "La mia è una cucina di innovazione, benché radicata nella tradizione dell'agriturismo di famiglia.
    Ho inserito molto pesce nella mia cucina sui Sibillini che, di base, trova la sua forza nelle frattaglie e nelle verdure e credo che proprio il 'cervello di agnello con gamberi rossi' abbia convinto la guida Michelin che forse era arrivato il mio tempo. Ora - conclude chef Mazzaroni - viene il difficile: mantenere questo livello e cercare di migliorarci".
   

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