Covid: S.Sede, andati meglio Paesi con donne leader

Task-force vaticane, "donne più colpite, ma protagoniste rinascita"

    "La pandemia ha aumentato la vulnerabilità di innumerevoli donne in tutto il mondo. È necessario prestare molta attenzione alle esperienze e alle lotte delle donne in modo che possano partecipare pienamente e prosperare nella rigenerazione dei sistemi umani e nella creazione di nuovi modelli di sviluppo più rispettosi delle persone e della terra". E' questo, in estrema sintesi, quanto affermato da un Executive Summary trasversale della Commissione vaticana per la pandemia da Coronavirus, sul tema "Donne nella crisi Covid-19: Sproporzionatamente colpite e protagoniste della rigenerazione", reso pubblico in occasione della Giornata internazionale della Donna. Con una sottolineatura importante: "I paesi con donne leader sono generalmente andati meglio durante la pandemia".

    Elaborato dalle quattro diverse task force del gruppo di lavoro 2, in sole sette pagine strutturate in See, Judge, and Act, il documento vuole illuminare e analizzare la situazione specifica che le donne hanno sofferto e continuano a soffrire durante laa pandemia di Covid-19. L'Executive Summary include la visione specifica della Chiesa cattolica a questo riguardo, nonché esempi e casi concreti in tutto il mondo che esemplificano meglio la situazione.

    E la constatazione delle task force vaticane è che "nel bel mezzo della pandemia, le norme sociali discriminatorie aggravate da altri svantaggi (ad esempio povertà, razza, etnia e religione) hanno aumentato la vulnerabilità di innumerevoli donne in tutto il mondo". Nonostante ciò, "molte donne hanno dimostrato una grande capacità di recupero nel conciliare lavoro e vita familiare e nell'affrontare la minaccia e la realtà dell'infezione".

    Sebbene, inoltre, "le donne stiano sopportando il peso maggiore della pandemia, sono state escluse da gran parte del processo decisionale relativo al Covid-19 in molti Paesi, in gran parte a causa della persistente sotto-rappresentanza nelle posizioni di alto livello nei settori chiave della medicina e della politica". Ciò, avvertono le task force vaticane, "potrebbe aver contribuito alla mancanza di un'attenzione esplicita prestata agli impatti negativi della pandemia Covid-19 su donne e ragazze. I paesi con donne leader, tuttavia, sono generalmente andati meglio durante la pandemia. Questi leader hanno affrontato la crisi in modo simile: si sono consultati precocemente con esperti sanitari e hanno attuato tempestivamente misure di contenimento".

    La pandemia da Covid-19 ha implicazioni di lunga durata per la sicurezza umana globale. In generale, le donne leader investono di più nella sicurezza umana. La partecipazione delle donne agli accordi di pace e sicurezza rende la pace più sostenibile; tali accordi hanno il 35% di probabilità in più di durare almeno 15 anni e il 64% di probabilità in meno di fallire", sottolinea ancora il documento della Santa Sede.

    "Maggiore è il ruolo delle donne in una campagna di pace, maggiore è la correlazione con i metodi nonviolenti, anche in contesti altamente repressivi - aggiunge -. In occasione della Giornata internazionale della donna per la pace e il disarmo nel maggio 2020, 235 donne leader da tutto il mondo hanno espresso profonda preoccupazione per la pandemia e hanno affermato il valore della loro partecipazione attiva ai processi di pace".

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