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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Optimamente

Un mese di Phuket Sanbox, ecco come è tornato il turismo in Thailandia

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La Thailandia ha vissuto quasi senza covid-19 fino alla primavera 2021, mentre il resto del mondo veniva colpito da due ondate nello stato asiatico le morti registrate erano state meno di 100.

Tutto ha iniziato a cambiare con la primavera di quest’anno con la diffusione massiccia della variante Delta e oggi, 18 mesi dopo lo scoppio della pandemia Bangkok e il resto della nazione sono usciti dalla lista dei paesi verdi e si trovano in una situazione di aumento esponenziale dei casi.

In questo scenario il 1 luglio è stato attivato il Phuket Sandbox, il protocollo voluto dal Governo per riaprire gradualmente la nazione al turismo e ai turisti. La scelta di Phuket è stata semplice è una delle destinazioni più visitate dai turisti e soprattutto è una isola collegata con la terraferma da un ponte, è quindi gestibile l’afflusso di persone. Per fare ciò si è puntato alla vaccinanzione di massa dei residenti che, ad oggi, è ben oltre il 70% mentre il resto della nazione è poco sopra il 20%.

“Sono arrivato il 31 luglio – spiega Matteo Rainisio, blogger di Theflightclub.it – apposta per sperimentare di persona il Sandbox. Devo dire che l’organizzazione è stata perfetta sia in fase di ottenimento del permesso di ingresso (COE) che in aeroporto. Certo tanta burocrazia e tanti tamponi, ma tutto organizzato in maniera incredibile e soprattutto funzionale”

A distanza di un mese da quando è atterrato il primo volo a Phuket sono arrivati 12.599 turisti e tra questi sono stati rilevati 30 casi di passeggeri positivi.

Il protocollo Sandbox prevede che si possa viaggiare a Phuket se provvisti di certificato vaccinale, assicurazione medica, prenotazione in un hotel certificato SHA+ e tampone negativo entro 72 ore dalla partenza.

Non c’è un periodo minimo di soggiorno, ma se ci si vuole muovere fuori da Phuket bisogna soggiornare almeno 14 notti sull’isola ed essere sottoposti a due tamponi molecolari, oltre a quello che viene fatto all’arrivo in aeroporto.

“Parlando con proprietari di varie attività sono tutti felici dell’andamento del progetto – prosegue Rainisio -  le previsioni di arrivi sono state superate dato che per luglio erano attesi 9 mila turisti e invece ne sono arrivati quasi 13 mila. Certo molte strutture sono ancora chiuse e le restrizioni presenti nel resto della Thaialandia sono attive anche qui, ma la luce alla fine del tunnel lascia ben sperare che questa modalità possa funzionare anche in altre zone del mondo che puntano al turismo come motore per la ripartenza e anche altre province della Thailandia stanno attivando progetti simili, con l’obiettivo ultimo di riaprire interamente entro il mese di ottobre”.

Il progetto sta funzionando e questo ha portato anche a delle modifiche in corso, dal 2 agosto per arrestare l’aumento dei casi sull’isola sarà bloccato il turismo interno, sarà solo possibile arrivare a Phuket per via aerea e solo via Sandbox. Allo stesso modo i turisti adesso potranno muoversi verso altre zone dove sono attivi progetti simili dopo 7 giorni e non più 14.

I dati hanno dimostrato che le circa 30 infezioni locali quotidiane non derivano dai turisti ma dalla popolazione locale ecco perché si è scelto di non sospendere il sandbox ma di bloccare l’arrivo di persone non vaccinate sull’isola dal resto della Thailandia.

“Sul nostro sito raccontiamo come volare sfruttando i programmi fedeltà delle compagnie aeree, dormire gratis usando i punti delle catene alberghiere e soprattutto come utilizzare i punti guadagnati con le carte di credito e i servizi compresi come ad esempio l’assicurazione viaggi obbligatoria per un viaggio come questo” conclude Rainisio.

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