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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale WolfAgency.it

Interventi chirurgici sempre più facili e comodi, ma attenzione alla sicurezza

WolfAgency.it

 

Non è certo una novità sapere che i tempi per sottoporsi ad un intervento - chirurgico e non solo - con la Sanità Pubblica sono sempre più lunghi, con code che possono arrivare a durare anche interi mesi. Per questo motivo, nonostante il maggior esborso a livello economico, molti pazienti stanno vagliando sempre di più la possibilità di sottoporsi a interventi chirurgici di bassa complessità presso piccole strutture private (in genere Poliambulatori o Centri Medici) che siano clinicamente e normativamente in regola, pur di sottoporsi all’intervento chirurgico in tempi celeri.

 

Questa tendenza è poi agevolata dai progressi che ha avuto negli ultimi anni la chirurgia mininvasiva, un insieme di tecniche che riduce al minimo l’ampiezza del taglio e, di conseguenza, il trauma dovuto all’operazione, il rischio di infezioni e i problemi di carattere estetico, massimizzando al contempo l’utilizzo di apparecchiature come luci e telecamere per raggiungere ed osservare la zona interessata dall’operazione nel modo migliore. Di conseguenza, interventi chirurgici che fino a poco tempo fa richiedevano anestesie totali, ricoveri di giorni e lunghi periodi di convalescenza, ora possono essere eseguiti in modo meno invasivo e quindi essere più accessibili ai cittadini ed eseguiti con maggior facilità.

 

Questi interventi possono essere effettuati in piccole strutture private autorizzate, dotate di comparti di Day Surgery e di Chirurgia Ambulatoriale. Le tipologie di intervento che si possono richiedere sono molteplici: chirurgia plastica ed estetica, chirurgia generale, dermatologia, otorinolaringoiatria, oculistica, ginecologia, ortopedia, urologia, pediatria, ed endoscopia, costituiscono soltanto un elenco parziale e non esaustivo.

 

I criteri di scelta della struttura privata in cui eseguire un intervento di bassa complessità sono molteplici e possono avere a che fare, ad esempio, con la vicinanza dalla propria abitazione, la conoscenza della struttura stessa o la conoscenza del medico che eseguirà l’intervento.

 

Raniero Lusuardi, titolare di Studio Divento, dal 1994 si occupa di progettazione e realizzazione di comparti operatori, ci parla dei rischi di sottoporsi ad interventi chirurgici in strutture non adeguate: “Può capitare che alcuni medici effettuino alcuni interventi di bassa complessità anche all’interno di ambulatori o studi medici. La normativa, invece, prevede che non solo gli interventi più “semplici”, ma anche tutte le attività di endoscopia, gastroscopia, colonscopia, i classici interventi classificati come chirurgia ambulatoriale, vengano eseguite in strutture adeguate. Oltre all’aspetto normativo, c’è anche una questione pratica: operare in una struttura adeguata permette di gestire al meglio eventuali incidenti, i quali genererebbero accertamenti che in mancanza dei requisiti normativi causerebbe enormi problemi ai pazienti, al titolare della struttura e al Direttore Sanitario. Operare in un’ambiente non idoneo comporta principalmente problematiche di sicurezza legate alle condizioni igienico-sanitarie. In una sala operatoria ci devono essere impianti di trattamento aria adeguati, la sterilizzazione degli ambienti e degli strumenti va eseguita in un certo modo, e soprattutto, gli ambienti devono essere facilmente pulibili e sanificabili. Solo in questo modo è possibile ridurre le infezioni post operatorie, che in Italia sono molto frequenti anche in strutture sanitarie ospedaliere accreditate. Infezioni ricorrenti anche in operazioni semplici o superficiali, come la chirurgia estetica o quella odontoiatrica”.

 

Negli ambulatori chirurgici la sicurezza è fondamentale, spiega Lusuardi: “Un altro aspetto legato alla sicurezza, soprattutto dei pazienti, è quello legato alla sicurezza degli impianti elettrici. Nei comparti operatori, anche di chirurgia ambulatoriale, gli impianti elettrici devono essere di Gruppo 2, significa che deve essere sempre garantita la continuità di esercizio, ovvero, per gli strumenti utilizzati nella sala operatoria non deve mai esserci interruzione di corrente elettrica. Infine, le apparecchiature elettromedicali più importanti devono avere sistemi di protezione IT-M, cioè, bisogna evitare che al paziente trattato arrivino microshock o macroshock”.

 

Uno dei fattori che però non devono essere assolutamente trascurati è quello relativo all’adeguatezza del comparto operatorio in cui dovrà essere eseguita l’operazione, da cui dipende strettamente la sicurezza dei pazienti; anche l’intervento più semplice e banale deve essere eseguito in ambienti adeguati dal punto di vista igienico-sanitario e normativo e non all’interno di semplici ambulatori medici. Un ambulatorio chirurgico è una struttura intra- o extraospedaliera dove vi è la possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare interventi chirurgici, procedure diagnostiche/terapeutiche, invasive e semi-invasive, praticabili senza ricovero ordinario o in day surgery, in anestesia topica, regionale e/o analgesia che consentono al paziente autonomia motoria e piena vigilanza entro le due ore successive all’intervento stesso.

•          Un ambulatorio chirurgico deve avere almeno una sala chirurgica di dimensione adeguata, oltre che una serie di locali di servizio che completano la funzione della sala chirurgica stessa.

•          Gli ambienti puliti del comparto devono essere realizzati con soluzioni architettoniche quali pareti, controsoffitti, pavimenti e rivestimenti murali che siano a tenuta, senza fessurazioni e con superfici complanari, che favoriscano le operazioni di pulizia e sanificazione. A questi fini, è importante anche la scelta dei materiali.

•          Ci deve essere un impianto di trattamento e filtrazione dell’aria per i diversi locali del comparto, con almeno il numero minimo di ricambi per ogni ora previsti dalla normativa e dipendenti anche dal tipo di chirurgia che viene esercitata.

•          Gli impianti elettrici e speciali devono essere progettati secondo le norme CEI, con garanzia di continuità di esercizio in grado di annullare qualsiasi rischio di micro e macro-shock per il paziente e gli operatori.

•          Ci devono essere arredi tecnici e idonee apparecchiature elettromedicali, in modo tale da performare l’intervento nelle condizioni più consone.

 

Nonostante gli obblighi normativi, esistono ancora strutture che non rispettano questi vincoli, a scapito della sicurezza sia degli operatori che del paziente stesso. Do oltre 25 anni, come Studio Divento offriamo consulenza progettuale e realizzativa di sale operatorie high-tech ” conclude Raniero Lusuardi.

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