'Ndrangheta: blitz Dia, perquisizioni nel nord Sardegna

Operazione Platinum in Italia e Europa

Perquisizioni e arresti all'alba in tutta la Sardegna ad opera di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione denominata "Platinum-Dia" contro la 'ndrangheta, coordinata dalla Procura distrettuale di Torino. In particolare in Sardegna sono state eseguite dieci misure cautelari in carcere e sono ancora in corso diverse perquisizioni. A Oristano è stato arrestato un uomo originario di Furtei. Una misura è stata notificata in carcere ad Alghero a un detenuto, gli altri arresti sono stati portati a termine a Porto Torres, Cagliari e San Sperate. I sardi sarebbero coinvolti nell'inchiesta condotta dalla Procura di Torino in merito al traffico e allo spaccio di droga.

ALGHERO BASE DEL TRAFFICO DI DROGA - C'è anche Alghero fra gli snodi della rete di traffico internazionale di droga e riciclaggio di denaro messa in piedi della 'ndrangheta calabrese riconducibile alla 'ndrina Boviciani di San Luca, in provincia di Reggio Calabria. Nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria denominata "Platinum-Dia", coordinata dalla Procura distrettuale di Torino e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, i carabinieri della Comando provinciale di Sassari hanno arrestato sette persone, su disposizione del Gip del Tribunale torinese. Gli altri tre arresti sardi sono stati eseguiti da Guardia di Finanza e Polizia tra Oristano e sud Sardegna. Le accuse nei confronti degli indagati sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, aggravata dal metodo mafioso e riciclaggio.

Momento fondamentale delle indagini, durate tre anni, sono state delle intercettazioni ambientali registrate ad Alghero, in cui gli indagati facevano riferimento alla consegna di una grossa partita di droga al confine fra Germania, Olanda e Belgio. L'intercettazione ha messo in moto le forze di polizia internazionali segnando una svolta nell'inchiesta. I riscontri raccolti in Sardegna hanno permesso di ricostruire le relazioni costruite nell'isola dagli indagati mentre si trovavano detenuti nelle carceri sarde. Relazioni grazie alle quali i malviventi hanno potuto individuare nuovi clienti per importanti forniture di cocaina in provincia di Sassari, la cui cessione è stata documentata anche con sistemi di videosorveglianza.

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