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Approvato il decreto 'sblocca-enti'

Giannini, ora meno burocrazia e più autonomia

25 agosto, 21:54
Approvato il decreto 'sblocca-enti' Approvato il decreto 'sblocca-enti'

Meno burocrazia e più autonomia per favorire la competitività degli enti pubblici di ricerca: lo ha rilevato il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Stefania Giannini, commentando l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto 'sblocca-enti', che semplifica l'attività dei 21 Enti pubblici di ricerca (Epr), 14 dei quali sono vigilati dal Miur.

"Il provvedimento approvato oggi - rileva il ministro in una nota - toglie molte catene al sistema, è uno 'sblocca-ricerca'. Finalmente gli Enti vengono equiparati alle Università in termini di autonomia statutaria e gestionale".
Per il ministro è "essenziale che i nostri Epr possano avere meno vincoli sul fronte delle assunzioni e meno burocrazia. Più ricercatori abbiamo, più il sistema sarà competitivo". Le misure approvate oggi dal Consiglio dei ministri, ha proseguito Giannini, sono "essenziali per il rilancio del sistema che ora sarà più libero, autonomo e anche finanziato, grazie a quanto previsto dal nuovo Programma Nazionale per la Ricerca. Si tratta comunque - ha rilevato - di un'autonomia responsabile, che consentirà di assumere più giovani e di chiamare personale anche dall'estero con più facilità, ma che sarà poi valutata nella sua efficacia".

In base al decreto gli enti pubblici di ricerca avranno per la prima volta un riferimento normativo comune, con un sistema di regole più snello e calibrato alle esigenze del settore. Il decreto prevede inoltre il recepimento della carta Europea dei ricercatori per garantire più libertà di ricerca, portabilità dei progetti, valorizzazione professionale, sistemi di valutazione adeguati.

Gli enti pubblici di ricerca vengono inoltre svincolati dal ricorso obbligatorio al mercato elettronico per gli acquisti di attrezzature scientifiche, vengono eliminati i controlli preventivi sui contratti per esperti e collaboratori professionali, e vengono introdotte regole più flessibili per le spese di missione.

Per assumere ricercatori e tecnologi, italiani e stranieri, soprattutto giovani, gli enti non dovranno più attendere l'autorizzazione del ministero competente nè avere posti liberi nella pianta organica. Come accade già per le università, gli enti che hanno risorse per farlo potranno assumere liberamente, entro il limite dell'80% del proprio bilancio. Unico vincolo sarà il rispetto del budget.

Il decreto favorisce infine mobilità dei ricercatori, portabilità dei progetti di ricerca e rientro dei cervelli. Una volta approvati, i Piani Triennali di Attività (Pta), diventano gli unici atti necessari per l'assunzione di personale, senza ulteriori procedimenti. Grazie al decreto lo sblocco del turnover al 100% scatterà già nel 2017, in anticipo di un anno.

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