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Da Zuckerberg 3 miliardi di dollari per la ricerca biomedica

Il primo passo sarà il centro Biohub, in California

22 settembre, 14:02
Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan mentre presentano la loro iniziativa a favore della ricerca biomedica (fonte: Chan Zuckeberge Initiative) Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan mentre presentano la loro iniziativa a favore della ricerca biomedica (fonte: Chan Zuckeberge Initiative)

Un finanziamento di 3 miliardi di dollari in 10 anni per realizzare un grande centro per la ricerca biomedica, Biohub, dove ricercatori e ingegneri delle università califoniane di Berkeley, San Francisco e Stanford lavoreranno insieme per sviluppare nuovi strumenti e tecnologie: è la strategia per elaborare nuove idee che aiutino a vedere le cose in modo nuovo, proprio come hanno fatto in passato telescopi, microscopi e il sequenziamento del Dna. L'obiettivo ultimo, e molto ambizioso, è trovare una cura per tutte le malattie entro la fine del secolo. A lanciare la proposta è il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, insieme alla moglie, la pediatra Priscilla Chan.

Dialogo fra discipline
Un'iniziativa che, come rileva il premio Nobel per la medicina David Baltimore in un editoriale sulla rivista Science, ''avrà un ruolo importante nella ricerca scientifica''. I futuri passi in avanti della scienza, osserva, ''si avranno grazie ai contatti tra le diverse discipline, in un una convergenza che richiede la rottura di barriere tra i vari settori scientifici. Che è proprio l'obiettivo di Biohub''.

Non solo ricerca di base
Secondo Baltimore per risolvere alcuni dei maggiori problemi sociali non bisogna focalizzarsi solo sulla ricerca di base: ''servono risorse adeguate e nuovi approcci''. La ricerca di base permette agli innovatori di lavorare verso obiettivi ambiziosi, ''ma senza adeguati supporti queste grandi visioni non riescono a diventare realtà. Anche se i finanziamenti privati non possono essere del livello di quelli governativi, possono aiutare a colmare alcuni vuoti, spingendo la ricerca a provare nuove direzioni, non finanziate dal governo''.

Vicino alla Silicon Valley
''Servono anche nuovi approcci'', ha osservato ancora Baltimore, come il rompere le barriere tra le varie discipline, e il fatto di porre il Biohub vicino alla Silicon Valley sarà un vantaggio. ''Chan e Zuckerberg hanno parlato con molti scienziati e filantropi nel mondo - precisa - per capire dove il loro intervento potesse aiutare a fare progressi importanti e hanno avuto il coraggio di pensare in grande''.

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