Cronaca

Da Pompei ai Paesi del Med, ecco come la cultura unisce

Convegno ANSA in città scavi su valore comunicazione

(ANSA) - POMPEI (NAPOLI), 20 MAG - Uniti dal mare, divisi spesso dai conflitti. Dagli scavi di Pompei parte la sfida: far dialogare in maniera sempre più forte i Paesi del Mediterraneo attraverso la cultura e la comunicazione. E così, nella città degli scavi tra le più famose al mondo, oggi, comunicatori, esponenti delle istituzioni, esperti dei beni culturali si sono seduti intorno a un tavolo e si sono confrontati: sui pregiudizi da superare, sulle soluzioni da poter applicare. Soprattutto sul valore dell'informazione e della comunicazione per fare in modo che accada questo: che le persone, le istituzioni si parlino.
    Una due giorni, quella partita oggi nella città degli scavi, fortemente voluta dall'assessore alla Cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia, e organizzata nell'ambito del Forum delle Culture dall'Agenzia ANSA, con il suo notiziario specializzato Ansamed che proprio in questi giorni festeggia i suoi primi dieci anni di vita. Una coincidenza temporale, tra il decennale e la due giorni pompeiana, non casuale, ma voluta.
    "L'idea è di mettere insieme popoli che hanno in comune non solo il mare ma anche profonde radici culturali, quindi non a caso oggi siamo a Pompei che è una delle culle del mar Mediterraneo - ha spiegato Giuseppe Cerbone, amministratore delegato dell'ANSA - È un impegno che sicuramente proseguirà. Noi speriamo in una maggiore cooperazione perché è attraverso la cooperazione che si fonda una cultura realmente mediterranea come ponte verso l'Europa. Cooperazione con le istituzioni, i media, con i governi, con le imprese, soprattutto, perché oltre al tema culturale ci sono importanti temi di tipo economico e di sviluppo sia per il nostro Paese che per i Paesi di lingua araba".
    "La comunicazione è il collante tra i popoli, abbiamo bisogno di scambiarci idee, opinioni per capire quali sono le problematiche di ciascuno e soprattutto fare in modo che le persone e le istituzioni si parlino", ha aggiunto Cerbone. E che oggi nel Mediterraneo le difficoltà di dialogo ci sono e sono ancora forti, lo ricordano i fatti. "Niente di più eloquente dei volti dei 100 bimbi a bordo dei due barconi soccorsi oggi dalle nostre forze militari - ha sottolineato il direttore dell'ANSA, Luigi Contu - Volti che ci dimostrano quanto sia lontana una soluzione. Le notizie che arrivano dal Mediteranno ci dimostrano quanto sia importante una corretta e approfondita informazione su quello che accade nei nostri Paesi.
    Ansamed nasce proprio con questo obiettivo, è un progetto che ha l'ambizione di raccontare storie, persone, è un esempio di giornalismo che riesce a stare anche lontano dai titoli forti, che fanno clamore ma che cerca di far capire quello che sta accadendo".
    Un'informazione che, come sottolineato la Miraglia "dovrebbe concentrare più attenzione sui fatti positivi e non solo su quelli negativi". E che potrebbe influenzare, non poco, le responsabilità politiche. "Non tutte le istituzioni europee hanno compreso quanto sono cambiate e stanno cambiando quelle realtà, quanto vogliono un'azione di scambio e non più di sostegno - ha spiegato Khalid Chaouki, presidente della Commissione cultura dell'assemblea parlamentare Unione per il Mediterraneo - quanto servirebbe, proprio attraverso l'informazione, anche a noi italiani far capire, ad esempio che i paesi come la Giordania hanno accolto molto più immigrati rispetto all'Italia e con minori risorse?". L'Italia ha voglia ed è pronta a fare la sua parte, dice il sottosegretario Francesca Barracciu. Un esempio di dialogo, forte, "sarebbe quello di far approvare lo ius soli durante il semestre della Presidenza europea", dice. "Del resto in un'area, come quella del Mediterraneo, segnata da un'instabilità cronica, ci sono due strade da percorrere, difendere le proprie tradizioni e dialogare - ha concluso - penso che la seconda strada sia l'unica da tutti percorribile".(ANSA).
   

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