Hervé Guibert e la fotografia come desiderio

Esce per la prima volta in Italia 'L'immagine fantasma'

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 14 MAG - HERVE' GUIBERT, L'IMMAGINE FANTASMA (CONTRASTO, PP 190, EURO 14,90). La fotografia - di famiglia, di viaggio, erotica, che non si è riusciti a scattare o come pratica d'amore - è la grande protagonista del prezioso libro, volutamente senza foto, 'L'immagine fantasma' di Hervé Guibert.
    Un classico della letteratura francese che esce finalmente in Italia, a 40 anni dalla prima edizione, per Contrasto e inaugura la nuova collana 'Lampi' con copertine fatte di una carta speciale, realizzata con gli scarti alimentari.
    Pubblicato in Francia da le Editions de Minuit nel 1981, 'L'immagine fantasma' arriva nelle nostre librerie, a 30 anni dalla morte di Guibert, nella traduzione di Matteo Martelli con la prefazione di Emanuele Trevi e un un formato che ricorda quello di un taccuino.
    Scrittore, giornalista, fotografo, critico per il quotidiano Le Monde, Guibert, morto di Aids nel 1991, molto legato all'Italia tanto da voler essere sepolto all'Isola D'Elba, ci racconta il suo rapporto con la fotografia in brevi testi che insieme diventano una narrazione del nostro modo di vivere le immagini dove "l'unica fotografia che conta è quella che prende forma nella camera oscura della mente di chi legge" come sottolinea Trevi.
    "Siamo in un momento in cui si consuma e si realizza tantissima fotografia, a volte anche senza pensarci. Forse avere un libro, una serie di brevi ma fulminanti riflessioni su quello che la fotografia è, senza avere le fotografie, ci può aiutare un po' di più a capire quanto fa parte di noi, della nostra vita e come, anche all'interno del nostro ricordo, sia parte dei nostri desideri. Pensare a un'immagine vuol dire in qualche modo desiderare qualcosa. Penso che questa sia forse la cosa più importante che questo libro può offrire oggi. Una riflessione un po' controcorrente rispetto a quello che è il modo normale di pensare la fotografia e di consumarla" dice all'ANSA Alessandra Mauro, direttrice editoriale di Contrasto.
    L'idea di Lampi è quella "di dare spazio a testi che non necessariamente portino con se delle foto. Sono libri in cui è più importante il testo, anche se parliamo sempre dell'immagine, che è il nostro specifico. Ci è sembrato interessante cominciare con un libro che è un classico come 'L'immagine fantasma' che per quelle strane vicende della vita e dell'editoria non era mai stato pubblicato finora in Italia. Guibert era una persona molto particolare e questo libro nasce per essere un volume intorno al desiderio di fotografare o alla fotografia come desiderio. Ci è sembrato un ottimo viatico" spiega la Mauro. E aggiunge: "Trevi è stato un incontro perfetto perchè ha conosciuto Guibert, oltre ad essere un grande conoscitore del suo lavoro e pensiero. Ha fatto un'introduzione molto illuminante. Vorremmo affidare sempre a qualcuno un'introduzione che prenda per mano il lettore e lo porti all'interno del racconto, del lampo di cui si sta parlando in quel momento".
    'L'immagine fantasma' sono una sessantina di brevi testi in cui Guibert ripercorre parte della sua vita, sempre sul versante dell'immagine. "Il primo testo racconta di quando voleva fare una fotografia alla madre, di come pensa di sistemarla, di come le cambia la pettinatura e di come mandi via il padre dal set che crea. Ma poi Guibert si rende conto di non aver agganciato il rullino e quindi la fotografia non può essere fatta. L'immagine percorre questo libro in ogni parte però rimane un fantasma, è quello che avresti voluto realizzare" racconta la Mauro.
    Guibert ci racconta che cosa rappresentano le fotografie sui dischi, le immagini di quando era piccolo, la differenza fra fotografia erotica e pornografica. "Ciò che mi ha spinto a scrivere è stato il rimpianto per le foto sbagliate, le foto che non sono riuscito a scattare, che non ho potuto fare, che si sono rivelate invisibili, come fantasmi. Ho pensato di scrivere per ritrovare la stessa sensazione che volevo dare a quelle foto" disse Guibert in un'intervista del 1981.
    Tra gli amici più stretti di Michel Foucault, Isabelle Adjani e Sophie Calle, Guibert utilizza talvolta delle iniziali dietro le quali si nascondo amici importanti. "La 'I' di cui lui parla è quella di Isabelle Adjani della quale racconta come le ha scattato delle foto. In qualche modo 'L'immagine fantasma' è un libro che sembra seguire, anche se con tutte le differenze del caso, 'La camera chiara' di Roland Barthes" dice la Mauro.
    Lampi propone inediti o testi già pubblicati che "proviamo a illuminare con un lampo diverso, oppure testi nuovi come nel caso del secondo volume in cui Ferdinando Scianna scrive intorno ai libri di Cartier Bresson, il suo nume tutelare. E' un discepolo che parla del suo maestro attraverso i suoi libri e quello che hanno rappresentato in quanto forziere di immagini e suggestioni, ma anche in quanto oggetti fisici" annuncia la Mauro. E questa volta ci saranno anche le foto: quelle delle copertine di cui parla Scianna. Tendenzialmente questa collana, anche per la grandezza, non è fatta per mettere foto ma non sono un tabù, ce ne possono essere poche, ma significative" spiega la direttrice editoriale di Contrasto. (ANSA).
   

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